Anche alcuni giovani della provincia di Novara risultano coinvolti nei disordini avvenuti sabato 17 ottobre a Milano. Tra i minorenni fermati dalle forze dell'ordine figura un ragazzo novarese di 14 anni, nei confronti del quale l'autorità giudiziaria ha disposto una misura cautelare dopo gli accertamenti sui fatti avvenuti nel capoluogo lombardo.
Il giovane, fermato nelle ore successive agli scontri, è accusato di danneggiamento e resistenza a pubblico ufficiale. Il giudice per le indagini preliminari del tribunale per i minorenni ha convalidato il provvedimento e stabilito l'obbligo di permanenza nell'abitazione familiare, accompagnato da limitazioni nelle comunicazioni con l'esterno.
La Procura aveva richiesto una misura più restrittiva, con il collocamento del ragazzo in una comunità, ma il giudice ha disposto una soluzione diversa. Per altri minorenni coinvolti negli episodi milanesi sono stati invece adottati provvedimenti più severi.
Le indagini riguardano anche altri giovani provenienti dal Novarese. Almeno cinque ragazzi della provincia sarebbero stati denunciati senza essere sottoposti a misure restrittive, sempre in relazione alle ipotesi di danneggiamento e resistenza a pubblico ufficiale.
Secondo le prime informazioni raccolte dagli investigatori, sarebbero stati almeno quaranta i minorenni partiti dalla provincia di Novara per raggiungere Milano nella giornata della manifestazione. Un dato ancora preliminare, emerso dalle attività di identificazione e dai primi accertamenti successivi ai disordini, che non implica il coinvolgimento di tutti i partecipanti negli episodi di violenza.
Nel frattempo, anche a Novara si è diffusa la preoccupazione per una serie di messaggi allarmistici circolati sui social network, soprattutto attraverso TikTok e le chat degli studenti.
A partire da lunedì 19 ottobre sono stati condivisi avvertimenti relativi a presunte aggressioni, violenze sessuali contro ragazze e possibili attacchi nelle scuole e nelle università. I messaggi contenevano riferimenti a diverse città del Nord Italia, compresa Novara, e invitavano i giovani a prestare attenzione o a evitare determinati luoghi.
Le presunte minacce, tuttavia, non hanno trovato riscontri nelle verifiche delle autorità. La diffusione degli avvertimenti ha comunque alimentato timori tra studenti e famiglie, contribuendo a creare ulteriore tensione nei giorni successivi agli scontri milanesi.














