Confartigianato Imprese Piemonte accoglie favorevolmente l’approvazione del disegno di legge sul nucleare, chiedendo di superare le contrapposizioni ideologiche e di affrontare il tema dell’energia partendo dalle esigenze di imprese, famiglie e territori.
Secondo l’associazione, le nuove tecnologie devono essere valutate sulla base delle evidenze e accompagnate dal rispetto delle norme ambientali e delle garanzie di sicurezza. L’apertura al nucleare dovrebbe però inserirsi in una strategia più ampia, senza escludere le altre fonti energetiche.
A pesare sulla posizione di Confartigianato sono soprattutto i costi sostenuti dalle micro e piccole imprese piemontesi. Secondo i dati diffusi dall'associazione, queste pagano l'elettricità 262 milioni di euro in più rispetto a quanto spenderebbero applicando i prezzi medi dell'Unione europea. Si tratta del quarto maggiore extracosto tra le regioni italiane.
Il problema riguarda anche le famiglie. Tra febbraio e agosto 2026, in Piemonte, la maggiore spesa per elettricità, gas e altri combustibili domestici avrebbe raggiunto 144 milioni di euro, con un aumento cumulato dei prezzi dell'11,4%.
“L’energia è una questione economica e sociale che riguarda tutti – commenta Giorgio Felici, presidente di Confartigianato Imprese Piemonte –. Distorsioni ambientaliste tengono sotto scacco famiglie ed imprese da decenni, era ora che si affrontasse il problema, tenendo presente che non sarà la panacea: occorre mantenere ampio il portafoglio energetico comprendendo anche le fonti fossili che sarebbe miope abbandonare. La tutela dell’ambiente e il progresso tecnologico non sono obiettivi contrapposti”.
Per Confartigianato, l'eventuale ritorno al nucleare dovrà quindi essere accompagnato anche da un confronto trasparente con le comunità interessate, oltre che dal rispetto delle regole ambientali e di sicurezza.
“Il caro energia – conclude Felici – non è soltanto un problema di competitività, ma una questione di equità economica e di qualità della vita, il costo dell’immobilismo ricade su tutti mentre i benefici dell’innovazione devono essere condivisi da tutti”.














