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Economia | 05 ottobre 2026, 07:30

Occupazione in rallentamento, ma continuano a crescere i contratti a tempo indeterminato

Confcommercio analizza i dati Istat: da aprile ad agosto persi 10mila occupati, mentre aumentano le persone in cerca di lavoro. I dipendenti stabili rappresentano il 68,5% dell’occupazione totale

Occupazione in rallentamento, ma continuano a crescere i contratti a tempo indeterminato

L’occupazione in Italia ha rallentato negli ultimi mesi, ma continua a mostrare alcuni segnali di tenuta, a partire dalla crescita dei lavoratori dipendenti a tempo indeterminato. È quanto emerge dall’analisi dell’Ufficio Studi Confcommercio sui nuovi dati Istat.

Tra aprile e agosto il numero degli occupati è diminuito complessivamente di 10mila unità, interrompendo la precedente fase di crescita. Secondo Confcommercio, il dato può essere interpretato come un segnale di perdita di slancio della ripresa, anche se altri indicatori restituiscono un quadro meno negativo.

Tra il primo e il secondo trimestre del 2026, infatti, Pil e occupazione sono aumentati entrambi dello 0,2% su base congiunturale. Le forze di lavoro, inoltre, si trovano sui livelli più alti mai registrati e sono ormai vicine ai 26 milioni di persone.

Nell’ultimo mese sono aumentate di 48mila unità le persone in cerca di un’occupazione. Per l’Ufficio Studi di Confcommercio questo andamento sarebbe legato anche al progressivo ingresso nel mercato del lavoro di persone precedentemente scoraggiate, una tendenza già osservata durante il secondo trimestre.

Un altro elemento evidenziato riguarda la composizione dell’occupazione. I dipendenti a tempo indeterminato rappresentano ormai il 68,5% degli occupati complessivi e il loro numero continua a crescere. Secondo Confcommercio, questo andamento indicherebbe che le imprese non prevedono, almeno nel breve periodo, un rallentamento significativo dell’attività economica.

Restano tuttavia alcune criticità strutturali. Tra queste vengono segnalati lo scarso impiego delle donne e le difficoltà nell’incontro tra domanda e offerta di lavoro.

A complicare ulteriormente il quadro sono le dinamiche demografiche e il progressivo ricambio generazionale nelle imprese oggi guidate dalla generazione dei baby boomers, elementi che, secondo Confcommercio, rappresentano sfide destinate a incidere sempre di più sul mercato del lavoro italiano.

comunicato stampa a.f.

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