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Economia | 02 ottobre 2026, 16:00

"We Neet You": i Giovani Imprenditori di Cnvv accendono i riflettori sui ragazzi fuori dai radar del lavoro e della scuola FOTO

Al convegno annuale di Oleggio esperti, aziende e istituzioni a confronto per intercettare fragilità e talenti: ascolto, formazione sul campo e orientamento precoce contro la rassegnazione

Il fenomeno di chi non studia, non lavora e non segue percorsi di formazione non è una colpa né una scelta deliberata, ma una condizione complessa che chiama in causa l'intero tessuto sociale ed economico del territorio. Su queste premesse il Gruppo Giovani Imprenditori di Confindustria Novara Vercelli Valsesia (Cnvv) ha promosso a Oleggio, a margine della propria assemblea annuale del 30 settembre, il convegno “We Neet You - ricostruire connessioni, generare opportunità”.

A delineare il senso della sfida è la presidente dei Giovani Imprenditori di Cnvv, Roberta Massaro: "Chi finisce fuori dai radar, spesso, non si è perso per scelta: ha smesso di vedere una strada possibile e ha bisogno di incontrare qualcuno che lo ascolti, riconosca le sue capacità e lo aiuti a vedere il prossimo passo. Ora abbiamo la consapevolezza che quel 'qualcuno' possiamo essere noi". Massaro ha rimarcato come la sigla Neet descriva una pluralità di situazioni umane da non ridurre a uno stereotipo: "C’è chi ha lasciato la scuola troppo presto, chi ha perso il lavoro, chi ha appena partorito, chi si prende cura di un familiare (una responsabilità che ricade spesso sulle donne) e chi ha provato più volte fino a non sapere più da dove ricominciare. Sono situazioni diverse, che non possiamo ridurre a un’unica immagine e un’unica soluzione, perché insieme a fragilità, scelte difficili e occasioni mancate possono esserci anche persone capaci di cogliere un segnale e offrire una possibilità: quelle persone possiamo essere noi, ciascuno nel proprio ruolo, attraverso strumenti come il buon orientamento, le testimonianze imprenditoriali nelle scuole, le visite aziendali, le opportunità formative di qualità come le 'Academy' territoriali. Nelle nostre imprese, inoltre, dobbiamo imparare a riconoscere meglio il potenziale, anche quando non si presenta nella forma che ci aspettiamo, perché siamo convinti che le aziende possano essere il luogo in cui una persona ricomincia a sentirsi 'capace' e apprezzata".

La necessità di unire le forze è risuonata anche nei saluti introduttivi. Giulia Tancredi, presidente dei Giovani Imprenditori di Confindustria Piemonte, ha esortato a "costruire ponti, attraverso occasioni quotidiane, per far conoscere ai Neet il mondo del lavoro e per dare loro opportunità di far conoscere un talento a volte nascosto e far trovare loro il contesto giusto in cui esprimersi". Il presidente di Cnvv, Carlo Robiglio, ha evidenziato il ruolo dell'associazione "non solo come rappresentanza di imprese ma come vero e proprio 'attore sociale' attraverso strumenti come Akademia Hub, che sviluppa progetti formativi per l’intera comunità, e le iniziative di presentazione delle aziende come luoghi vivi e arricchenti, destinati a far crescere e a migliorare la vita delle persone", mentre il sindaco di Oleggio Andrea Baldassini ha sollecitato a "incrementare il dialogo tra istituzioni, imprese e scuole".

L'analisi sociologica di Stefano Laffi ha mostrato come, a fronte di un calo della percentuale nazionale di Neet dal 25% al 13% nell'ultimo decennio, la sfida riguardi ora il nucleo più fragile: "Quelli che rimangono sono i più difficili da recuperare, anche perché più tempo passa e più si cronicizza la condizione di Neet; va peraltro rilevato che nelle statistiche rientra in questa definizione anche chi, pur avendo titoli di studio elevati, non si accontenta dei lavori che gli vengono offerti, o chi gestisce un B&B o fa il dogsitter: il problema è quando una pausa lavorativa o una situazione di insuccesso professionale portano a una traiettoria di esclusione, per cui un ecosistema locale deve lavorare sull'orientamento e sull'immaginario di un mondo del lavoro che, pur rimanendone una componente importante, ha ormai perso il 'monopolio dell'identità' per le nuove generazioni e si caratterizza sempre più sulla base delle opportunità concrete che vengono offerte".

Sul fronte dell'orientamento, Raffaella Nervi per la Regione Piemonte ha richiamato la legge regionale del 2023 concepita come sistema integrato dagli 8 ai 24 anni, ricordando che "il mondo del lavoro è ancora pieno di stereotipi negativi, che vanno sfatati fin dai primi anni". Un concetto ripreso da Fabiana Andreani, che ha messo in guardia dalla narrazione disfattista dei social network sollecitando le aziende a essere "sempre trasparenti sulla propria offerta lavorativa e puntare sulla formazione continua come valore aggiunto rispetto alla retribuzione". Lo psicologo Marco Crepaldi, presidente di Hikikomori Italia, ha posto l'accento sul tema del ritiro sociale, che tocca il 2% degli studenti delle superiori (circa 50-70 mila ragazzi, per l'80% maschi): "Si tratta di giovani del tutto sfiduciati nei confronti delle relazioni sociali e che, nonostante l’elevata capacità cognitiva, si considerano incapaci di gestire l'ansia e la dimensione competitiva che spesso caratterizza il clima aziendale. Possono però essere una risorsa notevole per il mondo del lavoro, se c'è chi, nelle imprese, è disponibile a dare loro fiducia e farli sentire utili".

Nei panel di discussione, Oscar Pasquali, Ceo di Generation Italy, ha evidenziato come "il punto centrale sia il passaggio dall’esistenza di un’opportunità alla capacità di raggiungere chi non la sta cercando: si deve puntare su formazione, fiducia, accompagnamento, collaborazione con famiglie, imprese, istituzioni e costruzione di reti capaci di intercettare i beneficiari", mentre Roberto Mascali, di Umana Spa, ha ribadito che "la riattivazione richiede nelle imprese percorsi personalizzati e realistici; parallelamente, occorre avvicinare i giovani al mondo del lavoro già durante la formazione, dando loro strumenti per orientarsi prima che si perdano".

Nel confronto finale con le istituzioni, coordinato da Alessandro Tommasi, Andrea Notari, vicepresidente nazionale dei Giovani Imprenditori di Confindustria, ha esortato a "continuare a investire nell'orientamento, perché chi è ben formato, ben informato e ben orientato difficilmente diventa un Neet". Un quadro arricchito dai contributi dell'assessore regionale Daniela Cameroni, dei vertici della Provincia di Novara Marco Caccia e Andrea Crivelli – che hanno sottolineato il valore del distaccamento dell'Istituto Omar aperto a Oleggio –, del sindaco di Novara Alessandro Canelli, che ha illustrato i risultati del polo giovanile "Novà", e di Riccardo Miggiano per l'Università del Piemonte Orientale.

comunicato stampa

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