Importante riconoscimento per il territorio: il libro «Precariato e disoccupazione: due sfide da vincere», scritto dal novarese Alessandro Berardi ed edito da Kimerik, ha conquistato il 4° posto al XXIX Concorso Internazionale di libri editi e inediti a Eboli. Tra i titoli più venduti della casa editrice, il volume ha riscosso successo anche durante il firma-copie di Arona.
Il libro raccoglie esperienze reali di persone che hanno affrontato difficoltà nel mondo del lavoro, offrendo uno spaccato concreto delle condizioni di precarietà e disoccupazione in Italia. Tra queste vicende emergono anche alcune esperienze dell’autore, che racconta periodi complessi della propria vita professionale.
Ma non tutto ciò che il lettore incontra all’interno della testimonianza personale dell’autore si basa interamente su eventi realmente vissuti: il volume include anche episodi costruiti come parte di un esperimento sociale condotto da Berardi durante gli anni universitari in Scienze Sociali, nato dalla volontà di comprendere fino in fondo come posizione e status sociale influenzino il giudizio sugli individui e i rapporti umani.
L’obiettivo era osservare come lettori, amici e conoscenti reagissero a situazioni di precarietà e meritocrazia, trasformando il libro in uno strumento originale di riflessione su giudizi, comportamenti e dinamiche sociali.
Il libro esplora anche due esperienze concrete dell’autore:
La prima, nell’ambito della comunicazione: Berardi ha contribuito al successo di persone e iniziative, lavorando alla stesura di testi, eventi e strategie di visibilità, dimostrando competenze concrete non sempre riconosciute.
La seconda, come osservatore calcistico: ha collaborato con un club di Serie C, riscontrando problemi di meritocrazia e serietà da parte di alcune società e addetti ai lavori.
«Dietro ogni successo – spiega Berardi – ci sono professionisti e team spesso invisibili: riconoscere il loro lavoro è essenziale».
Riflessioni sul calcio italiano
Dall’esperienza nello scouting nasce anche un’analisi critica del sistema calcistico italiano:
«Il nostro calcio presenta varie criticità, dagli impianti ai format dei campionati. Se manca la meritocrazia, a partire dai settori giovanili, diventa ancora più difficile costruire un movimento competitivo a livello nazionale. In Italia la maggior parte degli stadi è datata e non di proprietà dei club, a differenza di quanto avviene all’estero».
Berardi propone alcune soluzioni concrete: «La Coppa Italia dovrebbe ispirarsi al modello inglese, dove una grande squadra può affrontare diverse realtà dilettantistiche, creando maggiore interesse e offrendo un aiuto economico ai club minori; il ripristino della Serie C2 per ridurre le crisi economiche dei club; il ritorno dei vecchi play-off in Serie C e l’introduzione di play-off promozione in Serie D, perché l’attuale sistema premia solo le prime classificate e non lo trovo equo».
Sul campo aggiunge: «Insegnare ai giovani troppa tattica e trasmettere un’ossessione per il risultato non aiuta. Vedo pochi difensori “vecchio stampo” come Chiellini e Vierchowod, e i “numeri 10” sono ormai in via d’estinzione. Fatico anche a comprendere questa fissazione per il portiere che deve essere bravo con i piedi: le caratteristiche principali dell’estremo difensore riguardano riflessi, lettura del gioco, organizzazione della difesa e capacità di prendere decisioni nei momenti critici. Se poi è anche abile nel gioco con i piedi, ben venga».
«C’è poca fiducia nei giovani – prosegue – e qualche profilo esperto viene frettolosamente etichettato come “vecchio” o “bollito”, come Modric, che prima ancora di giocare una partita ufficiale con il Milan era stato oggetto di pesanti critiche da parte di alcuni tifosi. In Italia spesso si privilegia la struttura fisica rispetto alla tecnica, mentre in altri Paesi, come la Spagna, non esistono pregiudizi legati al fisico o all’età: se sei bravo, giochi. Punto».
Un commento sul Novara F.C.
Da tifoso azzurro, Berardi commenta infine l’attuale stagione del Novara F.C.: «Al di là di alcuni episodi arbitrali, credo che siano stati lasciati per strada punti importanti che, a fine stagione, potrebbero pesare. Non ho condiviso la scelta di affidare la panchina a un tecnico inesperto come Zanchetta, invece di puntare su Pablo González, reduce da un’ottima stagione con la NovaRomentin in Serie D, culminata con uno storico secondo posto, a soli sette punti dalla capolista Bra. González conosce bene l’ambiente e il club e, a mio avviso, avrebbe meritato un’opportunità. Anche sul mercato, forse, si poteva fare meglio: con qualche gol in più, oggi la classifica potrebbe raccontare un’altra storia».
Approfondimento socio-economico
Il libro analizza il lavoro come diritto costituzionale e realtà fragile, approfondendo temi come:
La fuga dei cervelli, l’innovazione digitale, le forme di lavoro temporaneo e la Gig Economy.
Particolare attenzione è rivolta a giovani, donne, lavoratori penalizzati dal gap generazionale e categorie protette (tra cui la testimonianza di una stella di bronzo al merito sportivo paralimpico).
Le esperienze vissute, unite all’esperimento sociale, rendono il libro uno strumento originale per riflettere su lavoro, dignità e meritocrazia.
Dove acquistarlo
«Precariato e disoccupazione: due sfide da vincere» è disponibile sul sito della casa editrice Kimerik (www.kimerik.it), in tutte le librerie e nei principali store online, inclusi Amazon, Feltrinelli e Mondadori.














