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Politica | 27 marzo 2024, 13:35

Consiglio regionale, via libera alla legge di riordino 2024

Si tratta dell’annuale normativa che aggiorna e rivede le leggi regionali, adeguandole a quelle europee e statali, ma adattandole anche alle nuove esigenze

Consiglio regionale, via libera alla legge di riordino 2024

Approvata a maggioranza dall’Aula, presieduta da Stefano Allasia, la legge di riordino dell’ordinamento 2024. Come aveva spiegato la relatrice Sara Zambaia (Lega), si tratta dell’annuale normativa che aggiorna e rivede le leggi regionali, adeguandole a quelle europee e statali, ma adattandole anche alle nuove esigenze. A favore 25 voti, contro 15.

Nello specifico, il testo interviene con una “attività di razionalizzazione e coordinamento, oltre a prevedere interventi mirati a risolvere alcune incertezze interpretative ed attuative, nonché alcune possibili situazioni di contenzioso con lo Stato”.

Le materie di cui il provvedimento si occupa riguardano l’ambiente, le foreste e il governo dei territori, le cooperative sociali, le società partecipate, i trasporti, la caccia e la pesca, la vigilanza sulle farmacie, polizia e servizi veterinari, promozione turistica, cave, psicologia scolastica con precisazioni riguardo il bullismo.

C’è poi un articolo che riguarda l’istituzione del registro regionale dei” Centri per uomini autori o potenziali autori di violenza”, al fine di garantire un’adeguata e costante verifica dei requisiti dei servizi attivi sul territorio regionale per la presa in carico degli autori e potenziali autori di violenza di genere.

Nel corso della votazione è stato approvato un emendamento dell’assessore Elena Chiorino, presentato da Maurizio Marrone, che estende anche l’ottica all’iniziativa dell’odontoiatria sociale, già prevista con una legge in questa legislatura.

Daniele Valle (Pd) ha quindi proposto un emendamento riguardo la gestione dei beni comuni, che prevede l’utilizzo anche di quelli occupati abusivamente nei cinque anni antecedenti. “Non c’è solo il centro sociale di corso Regina Margherita a Torino - ha precisato Valle, riferendosi al caso Askatasuna -- ma ce ne sono anche altri, in Piemonte. Non vedo perché dobbiamo impedirne il riutilizzo, soltanto perché qualcuno li ha occupati abusivamente”. A favore sono intervenuti Francesca Frediani (M4o-Up), Silvana Accossato (Luv), Diego Sarno (Pd).

Nel dare parere contrario all’emendamento, ha preso la parola l’assessore Marrone, spiegando che la recente norma sui beni comuni “è di carattere generale: il fatto che si proponga un emendamento, significa che quindi se ne riconosce la validità. Del resto è ovvio che un Consiglio regionale possa porre dei limiti di carattere urbanistico o comunque una disciplina regionale cogente per i Comuni. Quanto al caso Askatasuna, si pone anche un criterio morale: quella è una realtà promotrice in diverse occasioni di atti di inaccettabile violenza”.

In dichiarazione di voto, a favore dell'emendamento, sono nuovamente intervenuti Frediani, Sarno, Accossato, parlando di "arringa da parte dell'assessore, di provvedimento 'ad locum' e non di carattere legislativo generale".

Il presidente Allasia è poi intervenuto sull'emendamento per istituire l'inno del Piemonte. "Un tempo si utilizzava la Monferrina, oggi il Centro Gianni Oberto ha invece scelto un inno più solenne,  utilizzando le poesie di Camillo Brero, 'El Drapò' e 'Piemont Dev Vive', e la musica di Fulvio Creux.

Sean Sacco (M5s) ha contestato "l'utilità di istituire un inno". Giorgio Bertola (Ev) e Maurizio Marello (Pd) sono intervenuti per precisazioni sugli emendamenti riguardo il personale dei gruppi. 

comunicato stampa

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