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Economia | 02 settembre 2020, 15:02

Cia: “Urgente un grande progetto di promozione per il vino piemontese”

La pandemia da coronavirus continua a condizionare negativamente i consumi e l’export

Cia: “Urgente un grande progetto di promozione per il vino piemontese”

La vendemmia 2020 in Piemonte si annuncia molto buona sia per la qualità sia per quanto riguarda la quantità, anche se rimangono tutte le incertezze legate all’andamento climatico delle prossime settimane. Le uve si presentano generalmente in buone-ottime condizioni sanitarie. È quanto sottolinea la Confederazione Italiana Agricoltori del Piemonte.

“Tra gli operatori vitivinicoli c’è cauto ottimismo anche per quanto riguarda l’evoluzione dei mercati. Il momento è difficile. La pandemia da coronavirus continua a condizionare negativamente i consumi e l’export. Ma la produzione vitivinicola piemontese ha il vantaggio di poter puntare sulla qualità e sulla grande ricchezza della biodiversità che si esprime in ogni singola denominazione: valori che in questo momento difficile permettono ai vini piemontesi di rimanere competitivi sul mercato interno ed internazionale. E sembra che gli ordini stiano in aumento” precisa Gabriele Carenini, Presidente Cia Piemonte.

Certo non tutto il vigneto piemontese ha trovato il sorriso” afferma Matteo Ascheri, presidente di Piemonte Land of Perfection. La situazione è infatti a macchia di leopardo. Oggi più che mai c’è bisogno di un grande progetto di promozione per il vino piemontese, di un grande sforzo finalizzato a riconquistare le quote di mercato perse durante la pandemia ed a garantire un reddito dignitoso ai viticoltori. Necessaria la riapertura, in sicurezza, delle fiere in presenza che muovono il business ed il commercio del vino. Le fiere sono infatti uno strumento di politica industriale fondamentale nella promozione, che non possono essere sostituite dall’ e-commerce, pur importante, sviluppatosi notevolmente in questo periodo. Bene quindi la scelta delle Istituzioni astigiane di organizzare la Douja d’Or 2020.

“Sarà una Douja ampliata nel tempo e nello spazio: non più solo Asti e tutto in dieci giorni, ma tutto il territorio provinciale e per un mese, con l’obiettivo di coinvolgere direttamente anche le imprese vitivinicole, della ristorazione e dell’accoglienza” conclude Carenini.

C.S.

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