Dal 1° gennaio 2027 la climatizzazione entra in una nuova fase normativa. Il Regolamento europeo F-gas (UE) 2024/573 introduce ulteriori divieti di immissione sul mercato per alcune categorie di condizionatori e pompe di calore che utilizzano refrigeranti ad alto potenziale di riscaldamento globale. Una scadenza che interessa chi pianifica nuovi impianti, anche negli ambienti produttivi, ma che non equivale a un obbligo generalizzato di sostituire le macchine già installate.
La novità arriva mentre molte imprese affrontano un problema concreto: come riscaldare in inverno e raffrescare in estate capannoni con grandi volumi d’aria, portoni aperti e reparti produttivi dalle esigenze diverse. Le scelte tecniche devono tenere insieme costi di esercizio, qualità dell’ambiente di lavoro e durata degli investimenti.
Dal 2027 cambiano i refrigeranti ammessi: le scadenze da conoscere
Le nuove restrizioni riguardano, tra gli altri, i climatizzatori e le pompe di calore autonomi o monoblocco fino a 50 kW, per i quali scattano limiti specifici sui gas fluorurati con GWP pari o superiore a 150, salvo le eccezioni legate ai requisiti di sicurezza previste dalla normativa. Dal 2027 sono coinvolti anche determinati sistemi split aria-acqua fino a 12 kW.
Attenzione però alle differenze fra tecnologie: per i sistemi split aria-aria le scadenze sono successive. Il calendario prevede, ad esempio, restrizioni dal 2029 per alcune configurazioni in base a potenza e refrigerante, e ulteriori limiti negli anni seguenti. Prima di scegliere una macchina occorre quindi identificare categoria, potenza e gas impiegato, senza considerare “fuori norma” qualsiasi climatizzatore industriale.
Caldo e freddo in fabbrica: il nodo della sicurezza
Il tema non è soltanto ambientale. Il D.Lgs. 81/2008, attraverso l’Allegato IV, richiede condizioni microclimatiche adeguate alle lavorazioni. Non stabilisce un’unica temperatura massima o minima valida per tutti i capannoni: contano attività fisica, umidità, ventilazione, irraggiamento e caratteristiche degli spazi. La valutazione dei rischi deve considerare anche le condizioni termiche effettive.
Un’officina con macchinari che producono calore, un magazzino logistico con accessi frequenti e un reparto di assemblaggio richiedono strategie differenti. L’obiettivo non è raffreddare indiscriminatamente migliaia di metri cubi, ma migliorare le condizioni dove si lavora e limitare le dispersioni. Climatizzazione, ricambio d’aria e aspirazione di eventuali contaminanti restano funzioni distinte, da progettare in modo coordinato.
Il caso Tecsaving: una tecnologia per entrambe le stagioni
In questo scenario opera Tecsaving, realtà di Vicenza specializzata nella gestione del microclima dei grandi ambienti produttivi. L’azienda propone climatizzatori industriali caldo e freddo basati su pompe di calore aria-aria, con configurazioni modulari per capannoni e magazzini. La soluzione consente di utilizzare un unico sistema impiantistico per riscaldare in inverno e raffrescare in estate, modulando il numero delle unità secondo le caratteristiche dello stabilimento.
Il punto decisivo rimane il progetto: altezze, isolamento, turni, distribuzione dei flussi d’aria e potenza necessaria incidono sui risultati.
Incentivi e investimenti: cosa valutare prima di acquistare
Sul versante dei costi, il Conto Termico 3.0 offre una possibilità da esaminare. Secondo le indicazioni del GSE, per le imprese può essere ammissibile la sostituzione di impianti di climatizzazione esistenti alimentati da combustibili fossili con pompe di calore elettriche, se sono rispettati i requisiti previsti dalla misura. Non si tratta di un incentivo automatico su ogni nuovo climatizzatore.
Fra limiti sui refrigeranti, obblighi di sicurezza e opportunità di efficientamento, il 2027 richiama dunque le imprese a una valutazione più completa degli impianti. Per chi gestisce un capannone, la vera notizia non è l’arrivo di una singola tecnologia, ma la necessità di decidere oggi come affrontare il caldo e il freddo dei prossimi anni senza trascurare conformità, manutenzione e consumi.
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