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Attualità | 26 ottobre 2026, 12:00

Novara, ex Fornace Bottacchi: le opposizioni chiedono la messa in sicurezza e un progetto di recupero

Dopo il sopralluogo con i residenti, i capigruppo Fonzo, Iacopino e Baroni annunciano un'interrogazione congiunta. Tra le proposte aree verdi, spazi culturali e luoghi di aggregazione

Novara, ex Fornace Bottacchi: le opposizioni chiedono la messa in sicurezza e un progetto di recupero

Riportare l'attenzione sulle condizioni dell'ex Fornace Bottacchi, nel quartiere Sacro Cuore di Novara, e avviare un percorso per il recupero dell'area. È la richiesta avanzata dai capigruppo di opposizione Nicola Fonzo, Mario Iacopino e Piergiacomo Baroni, che hanno diffuso un comunicato dopo il sopralluogo organizzato dai residenti lo scorso 17 ottobre.

Al centro della questione c'è un sito legato alla storia industriale della città. Attiva dalla fine del Settecento, la fornace produsse anche i mattoni utilizzati da Alessandro Antonelli per la costruzione della Cupola di San Gaudenzio. Secondo i rappresentanti della minoranza, oggi l'area presenta ruderi, muri pericolanti e vegetazione infestante, a poca distanza da abitazioni, impianti sportivi e spazi pubblici.

Le opposizioni ricordano che già nel 1997 circa 1.800 cittadini avevano sottoscritto una petizione per chiedere il recupero dell'ex fornace. Nel 2022, inoltre, l'amministrazione comunale avrebbe assicurato, in risposta a un'interrogazione, interventi di messa in sicurezza e controlli periodici.

I tre capigruppo criticano la situazione attuale e annunciano la presentazione di un'interrogazione congiunta per conoscere gli interventi effettuati, le risorse impiegate, lo stato della procedura di vendita dell'area e l'eventuale presenza di progetti di recupero.

Accanto alla richiesta di chiarimenti vengono avanzate due proposte. La prima riguarda un piano di pulizia, manutenzione e messa in sicurezza, con tempi definiti e interventi programmati. La seconda punta invece a un progetto di rigenerazione urbana, attraverso la realizzazione di aree verdi, spazi culturali e luoghi di aggregazione, valorizzando la memoria industriale della fornace e i collegamenti con il PalaVerdi e il Parco delle Betulle.

Nel comunicato vengono citati anche alcuni esempi di recupero di ex strutture industriali in altre città, come l'ex Fornace Carotta a Padova e l'ex Fornace Piva a Riccione. Per finanziare un eventuale intervento, i consiglieri suggeriscono di valutare fondi europei, bandi regionali, fondazioni bancarie e forme di partenariato.

Un altro elemento evidenziato riguarda le richieste dei residenti, che, secondo quanto riferito dalle opposizioni, avrebbero espresso contrarietà alla realizzazione di un ulteriore supermercato nell'area, preferendo servizi e spazi di incontro per il quartiere.

"Non chiediamo opere faraoniche, ma un piano sostenibile, condiviso con chi vive quotidianamente il territorio, perché una città che vuole programmare il proprio futuro deve saper proteggere la propria storia", concludono Fonzo, Iacopino e Baroni.

comunicato stampa a.f.

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