Un altro anno di tempo per i proprietari di veicoli diesel Euro 5. Il Consiglio dei ministri ha approvato ieri il decreto legge che rinvia dal 1° ottobre 2026 al 1° ottobre 2027 l'entrata in vigore del blocco alla circolazione previsto dalla normativa nazionale per le Regioni del Bacino Padano.
Il provvedimento, proposto dal ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini, interviene sulle disposizioni introdotte nel 2023 per Piemonte, Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna nell'ambito delle misure destinate al miglioramento della qualità dell'aria.
La decisione evita dunque che il divieto previsto a livello nazionale diventi operativo dal prossimo 1° ottobre e concede dodici mesi in più per mettere a punto gli interventi alternativi necessari a raggiungere gli obiettivi ambientali fissati dalle normative europee e nazionali.
Il tema interessa una platea particolarmente ampia. Secondo i dati diffusi dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, in Italia risultano immatricolati circa 3,5 milioni di autoveicoli diesel Euro 5, ai quali si aggiungono circa 600 mila veicoli commerciali della stessa classe ambientale. Nel solo Bacino Padano si parla di oltre 1,2 milioni di autoveicoli e circa 200 mila mezzi commerciali.
Nelle motivazioni del decreto il Governo richiama la necessità di evitare conseguenze significative sulla mobilità dei cittadini, sulla continuità dei servizi di trasporto e sulle attività economiche e produttive dei territori coinvolti.
Sul provvedimento è intervenuto anche Salvini, sottolineando le conseguenze che, secondo il ministro, avrebbe avuto l'entrata in vigore del blocco per le famiglie che non hanno la possibilità di sostituire la propria automobile. La linea del Ministero è quella di perseguire gli obiettivi ambientali senza imporre nell'immediato la sostituzione di un numero così elevato di veicoli.
Per il Piemonte, in realtà, il rischio di uno stop dal prossimo ottobre era già stato superato. La Regione aveva infatti deciso di cancellare il blocco strutturale dei diesel Euro 5, scegliendo di sostituirlo con un pacchetto di interventi per la qualità dell'aria del valore complessivo di oltre 100 milioni di euro. Provvedimenti analoghi erano stati adottati anche da Veneto ed Emilia-Romagna, mentre la questione rimaneva particolarmente rilevante in Lombardia, dove le limitazioni sarebbero dovute entrare in vigore dal 1° ottobre.
Il nuovo decreto nazionale rafforza quindi il quadro normativo entro il quale si inseriscono le decisioni già adottate dalle singole Regioni e fissa ora una nuova scadenza: 1° ottobre 2027.
Per gli automobilisti piemontesi proprietari di una vettura diesel Euro 5, dunque, non scatterà dal prossimo ottobre il temuto blocco generalizzato legato alla classe ambientale del veicolo. Restano naturalmente in vigore le altre limitazioni alla circolazione previste localmente e le eventuali misure temporanee adottate in caso di superamento dei livelli di inquinamento.
Il rinvio concede alle quattro Regioni del Bacino Padano un ulteriore anno per proseguire con politiche alternative di riduzione delle emissioni e adeguarsi agli obiettivi sulla qualità dell'aria senza ricorrere, almeno fino all'autunno del 2027, al blocco nazionale previsto per i diesel Euro 5.












