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Sanità | 15 settembre 2026, 15:16

Ospedale Maggiore di Novara, al via l’iter per il riconoscimento come istituto di ricovero e cura a carattere scientifico

Parere favorevole della Regione alla candidatura nell’area di Ematologia e Immunologia. Ora l’istanza passa al Ministero della Salute per proseguire il percorso di riconoscimento

Ospedale Maggiore di Novara, al via l’iter per il riconoscimento come istituto di ricovero e cura a carattere scientifico

Al via l'iter per il riconoscimento quale Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico (IRCCS) per l'Azienda Ospedaliero-Universitaria Maggiore della Carità di Novara, nell'area tematica di Ematologia e Immunologia.

La Giunta regionale del Piemonte, su proposta dell'assessore alla Sanità Federico Riboldi, ha espresso oggi parere favorevole di coerenza e compatibilità con la programmazione sanitaria regionale all'istanza presentata dall'Azienda Ospedaliero-Universitaria Maggiore della Carità di Novara per il riconoscimento quale Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico (IRCCS) nell'area tematica di Ematologia e Immunologia.

Con questo atto si compie un passo importante nell'iter, che ora prosegue con la trasmissione dell'istanza, corredata dal dossier e dalla documentazione prevista, al Ministero della Salute per la prosecuzione del percorso di riconoscimento.

La candidatura si fonda su un patrimonio clinico, assistenziale e scientifico già consolidato: il Maggiore della Carità rappresenta infatti un hub di riferimento regionale per la gestione dei pazienti ematologici e immunologici ad elevata complessità e, in sinergia con l'Università del Piemonte Orientale, un polo di eccellenza clinica, assistenziale, didattica e di ricerca. Un sistema che comprende il Centro di Ricerca Traslazionale sulle Malattie Autoimmuni e Allergiche (CAAD), 14 Gruppi Interdisciplinari di Cura a indirizzo ematologico e immuno-oncologico e 18 reparti con implicazioni immunologiche cliniche. La stretta collaborazione tra Azienda e Università ha progressivamente rafforzato la ricerca traslazionale e l'innovazione clinica, ponendo le basi per la candidatura a IRCCS nell'area di Ematologia e Immunologia, con una particolare focalizzazione sulla medicina di precisione e sulle terapie personalizzate.

Un percorso che si inserisce nella strategia della Regione Piemonte per rafforzare la ricerca sanitaria pubblica e favorire una sempre maggiore integrazione tra ricerca scientifica, innovazione e assistenza, creando le condizioni per attrarre professionisti, ricercatori e risorse e trasferire più rapidamente i risultati della ricerca nella pratica clinica e nella cura dei pazienti.

«Oggi l'AOU di Novara compie un altro passo importante nel percorso verso il riconoscimento a IRCCS – dichiarano il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio e l'assessore alla Sanità Federico Riboldi – Il Maggiore della Carità ha tutte le caratteristiche per affrontare questa sfida: competenze cliniche e scientifiche di grande valore, una forte vocazione alla ricerca e una solida integrazione con l'Università del Piemonte Orientale. Come Regione crediamo in questo progetto e lo accompagneremo con convinzione nei prossimi passaggi dell'iter. Il riconoscimento ottenuto ad Alessandria, primo IRCCS pubblico del Piemonte, ci ha dimostrato che la strada intrapresa è quella giusta e vogliamo proseguire in questa direzione. Il nostro obiettivo non è creare singole eccellenze isolate, ma costruire una vera rete piemontese della ricerca sanitaria, capace di collaborare, attrarre professionalità e finanziamenti e rendere il nostro sistema sanitario sempre più competitivo a livello nazionale e internazionale. In particolare, questo atto conferma la centralità che il Piemonte assegna al polo sanitario di Novara a partire dalla realizzazione della nuova Città della Salute, per cui il commissario Corsini ha assegnato i lavori».

Il percorso di Novara segue il riconoscimento, ottenuto lo scorso giugno con il decreto firmato dal Ministro della Salute Orazio Schillaci d'intesa con il presidente Alberto Cirio, dell'IRCCS pubblico Alessandria-Casale Monferrato, il primo del Piemonte, nell'area tematica di Cardiologia e Pneumologia, con focus sulle patologie ambientali. Un risultato che la Regione aveva indicato fin dall'inizio non come un punto di arrivo, ma come il primo tassello di una strategia più ampia per potenziare la ricerca sanitaria pubblica piemontese.

Il Piano Socio-Sanitario Regionale 2025-2030 individua infatti sette percorsi per la creazione di nuovi IRCCS: oltre ad Alessandria-Casale Monferrato e Novara, riguardano le Scienze pediatriche all'OIRM-Sant'Anna, le Scienze nefrologiche nell'ASL Città di Torino, le Scienze ortopediche al CTO, le Scienze trapiantologiche alla Città della Salute e della Scienza di Torino e un ulteriore percorso presso l'AOU San Luigi Gonzaga di Orbassano.

Per accompagnare questi progetti la Regione ha inoltre costituito un gruppo di lavoro dedicato ai nuovi IRCCS, proprio con il compito di supportare la Direzione Sanità e le Aziende nei percorsi di riconoscimento. L'obiettivo previsto dalla programmazione regionale è arrivare alla costruzione di una rete degli IRCCS pubblici e privati piemontesi, capace di favorire l'integrazione della ricerca, aumentare l'attrattività del sistema sanitario regionale e contribuire a ridurre la mobilità sanitaria verso altre Regioni.

Gli assessori regionali novaresi Daniela Cameroni, Marina Chiarelli e Matteo Marnati: «È un passaggio importante per Novara e per tutto il territorio, che vede riconosciuto il valore di un percorso costruito negli anni grazie alla qualità dei professionisti, della ricerca e alla stretta collaborazione tra l'Azienda Ospedaliero-Universitaria Maggiore della Carità e l'Università del Piemonte Orientale. Il percorso verso l'IRCCS rappresenta un'opportunità straordinaria per rafforzare ulteriormente una realtà che è già punto di riferimento nella cura, nella ricerca e nella formazione, aumentando la capacità di attrarre competenze, giovani professionisti e investimenti. È una sfida che Novara ha le capacità per affrontare e che può generare ricadute importanti non soltanto per la sanità, ma per la crescita e l'attrattività dell'intero territorio».

comunicato stampa Regione Piemonte

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