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Sanità | 11 settembre 2026, 15:00

Sicurezza delle cure, il Novarese si illumina d’arancione: tre progetti dell’Asl No premiati tra le buone pratiche Agenas

In occasione del World Patient Safety Day del 17 settembre, monumenti ed edifici sanitari accendono i riflettori sulla prevenzione del rischio clinico e la continuità assistenziale

Sicurezza delle cure, il Novarese si illumina d’arancione: tre progetti dell’Asl No premiati tra le buone pratiche Agenas

Sensibilizzare la collettività sull'importanza di prevenire i danni evitabili lungo l'intero percorso sanitario e ribadire che la qualità dell'assistenza si costruisce ogni giorno attraverso la cooperazione tra professionisti, pazienti e famiglie. Giovedì 17 settembre ricorre la Giornata nazionale per la sicurezza delle cure e della persona assistita, promossa in concomitanza con il World Patient Safety Day indetto dall’Organizzazione Mondiale della Sanità e recepita in Italia con la direttiva della presidenza del Consiglio dei ministri del 2019. Per l'edizione 2026 lo slogan guida scelto a livello internazionale è “Cure sicure per la vita: la sicurezza lungo tutto il percorso assistenziale”, orientato in particolar modo a tutelare le persone affette da patologie croniche e non trasmissibili.

Sul territorio novarese l'appuntamento sarà accompagnato dall'illuminazione in colore arancione — tinta ufficiale della mobilitazione globale — di diversi luoghi simbolo e strutture di cura: dalla Cupola di San Gaudenzio a Novara al Castello Sforzesco di Galliate, passando per la facciata del Municipio di Borgomanero, la sede del Presidio Ospedaliero borgomanerese e la palazzina del Dipartimento Materno Infantile dell’Asl Novara.

A qualificare l'impegno dell'azienda sanitaria locale è l'inserimento di tre specifiche esperienze all'interno del database delle buone pratiche di Agenas (l'Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali). Come evidenziato dal direttore generale dell'Asl Novara, Angelo Penna, la sicurezza delle cure rappresenta un valore trasversale che interessa l'intera organizzazione, traducendosi in percorsi mirati ad anticipare le criticità, integrare le professionalità e avvicinare i servizi alle necessità concrete dell'utenza.

Il primo progetto riguarda la presa in carico domiciliare integrata rivolta a persone con decadimento cognitivo o demenza e ai rispettivi caregiver, con lo scopo di favorire la permanenza nel proprio contesto familiare attraverso il raccordo costante tra Centro per i Disturbi Cognitivi e le Demenze (CDCD), medici di medicina generale, infermieri di famiglia e comunità e cure domiciliari, prevedendo valutazioni multidimensionali e la misurazione del carico assistenziale tramite la scala Zarit. La seconda buona pratica vede come capofila il Ser.D. novarese, nell'ambito del Dipartimento Interaziendale che unisce le Asl di Novara, Biella, Vercelli e VCO, ed è finalizzata alla rilevazione del consumo di Nuove Sostanze Psicoattive (NPS) e farmaci non prescritti mediante analisi tossicologiche avanzate condotte con il laboratorio dell'AOU Maggiore della Carità di Novara. La terza esperienza, sviluppata dal Dipartimento di Salute Mentale e destinata a essere presentata a Torino alla platea dei risk manager piemontesi, introduce un percorso di supervisione clinico-riabilitativa basato su evidenze scientifiche nei quattro Centri Diurni aziendali in collaborazione con la Società Italiana di Riabilitazione Psicosociale, al fine di uniformare i progetti terapeutici individualizzati e abbattere la frammentazione operativa.

"La gestione del rischio clinico non significa intervenire solo a fronte di un evento avverso, ma soprattutto edificare condizioni organizzative che consentano di prevenirlo — rimarca Daniela Sarasino, responsabile della struttura Governo Clinico e Risk Management dell'Asl No —. Formazione continua, confronto multiprofessionale, standardizzazione delle procedure e centralità della persona rappresentano i cardini con cui garantire cure sicure lungo tutte le tappe di vita".

m.t.

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