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Economia | 13 luglio 2026, 08:44

Giacomini Spa, tra i lavoratori cresce il malumore: "Manca una guida, così aumenta solo l'incertezza".

Dopo il commissariamento dell'azienda imposto dal Tribunale delle Imprese di Torino, tra i dipendenti si diffondono interrogativi sull'organizzazione interna e sull'assenza di confronto con chi oggi rappresenta la società. "Servono risposte, non solo atti formali"

Giacomini Spa, tra i lavoratori cresce il malumore: "Manca una guida, così aumenta solo l'incertezza".

La produzione continua, ma dentro gli stabilimenti il clima sarebbe tutt'altro che sereno. A raccontarlo sono numerosi dipendenti della Giacomini Spa che, pur scegliendo nella maggior parte dei casi di non esporsi pubblicamente, descrivono una situazione fatta di crescente preoccupazione, scarsa comunicazione e timori per il futuro dell'azienda.

Dopo il commissariamento, molti lavoratori si aspettavano comunque un cambio di passo nella gestione quotidiana e soprattutto un dialogo diretto con chi oggi è chiamato a traghettare la società in una fase particolarmente delicata. Invece, secondo quanto raccolto, il confronto continuerebbe a mancare.

Il commissario, riferiscono alcune fonti interne, si limiterebbe agli aspetti formali della procedura senza entrare nel merito delle problematiche organizzative che quotidianamente incidono sul lavoro. Una percezione che alimenta dubbi e malcontento tra il personale, che invece si aspetterebbe una presenza più concreta e una direzione capace di affrontare le criticità dello stabilimento.

Tra i temi che ricorrono con maggiore frequenza ci sono quelli legati alla programmazione della produzione. C'è chi si domanda come sia possibile assistere a reparti praticamente fermi per giorni interi per poi ritrovarsi improvvisamente costretti a recuperare il tempo perduto con un ricorso massiccio agli straordinari. Una gestione che, secondo i lavoratori, rischia di pesare sia sull'organizzazione sia sulla qualità del lavoro.

A questo si aggiunge il problema della carenza di personale, segnalata da più parti, oltre a parecchi dipendenti che si sono licenziati e quello di alcuni macchinari che, sempre secondo le testimonianze raccolte, avrebbero bisogno di interventi di manutenzione o di essere sostituiti per garantire una maggiore efficienza produttiva.

Il dato che colpisce maggiormente, però, è il clima che si respirerebbe all'interno dell'azienda. Diversi dipendenti parlano infatti di una sorta di timore nel manifestare apertamente le proprie preoccupazioni, preferendo affidare le proprie considerazioni al passaparola piuttosto che esporsi direttamente. Un segnale che racconta un ambiente dove, oggi più che mai, la richiesta principale sembra essere quella di un confronto.

Le domande che circolano sono molte: quale progetto industriale accompagnerà la fase del commissariamento? Quali saranno le priorità della gestione? E soprattutto quando verrà organizzato un incontro con i lavoratori per spiegare prospettive e strategie?

Interrogativi che, al momento, restano senza una risposta pubblica. Ed è proprio questo silenzio, secondo chi ogni giorno entra in fabbrica, ad alimentare i rumors e le preoccupazioni.

Perché, spiegano alcuni dipendenti, un'azienda come la Giacomini non può limitarsi ad essere amministrata sotto il profilo burocratico. Ha bisogno di una direzione, di una presenza costante e di una guida capace di assumere decisioni, ascoltare il personale e dare indicazioni chiare sul futuro.

Nei mesi scorsi la vicenda societaria era già finita al centro dell'attenzione per le tensioni interne alla proprietà e per il successivo commissariamento da parte del Tribunale delle Imprese di Torino, passaggi che hanno inevitabilmente acceso i riflettori sul futuro di una delle realtà industriali più importanti del territorio.

Ora, però, accanto alle questioni societarie, emerge con forza anche la voce della fabbrica. Una voce che chiede meno distanza e più dialogo, nella convinzione che una fase tanto delicata non possa essere affrontata senza coinvolgere chi, ogni giorno, contribuisce a mantenere in attività l'azienda.

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