La scuola è appena finita e molti studenti sono già con la testa alle vacanze. Eppure, nel mondo, ci sono milioni di bambini che, invece di giocare o studiare, sono costretti a lavorare. E si tratta quasi sempre di lavori duri e pericolosi! In loro difesa, e per permettere loro di avere un'infanzia giocosa e serena, è stata istituita la Giornata Mondiale contro il Lavoro Minorile.
L'idea di dedicare una giornata al tema dello sfruttamento di minori è diventata realtà nel 2002 quando l'ILO, l'International Labour Organization delle Nazioni Unite, indisse ufficialmente il World Day Against Child Labour, ossia la Giornata Mondiale contro il Lavoro Minorile, un momento molto importante in cui governi, associazioni internazionali, aziende e comuni cittadini vengono chiamati ad informarsi per combattere una piaga sociale, soprattutto nei paesi in via di sviluppo e nelle fasce di popolazione più povere e deboli.
Tutt'oggi sono circa 160 milioni i minori che nel mondo sono costretti a lavorare per sopravvivere. Di questi, ben 79 milioni sono impegnati in lavori potenzialmente pericolosi per la salute e lo sviluppo psicofisico e morale. In Italia le stime parlano di 336mila minorenni tra i 7 e i 15 anni coinvolti nel lavoro minorile.
Un punto importante della Giornata è l'applicazione della Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza delle Nazioni Unite, in cui si riconosce «il diritto del fanciullo di essere protetto contro lo sfruttamento economico e di non essere costretto ad alcun lavoro che comporti rischi o sia suscettibile di porre a repentaglio la sua educazione o di nuocere alla sua salute o al suo sviluppo fisico, mentale, spirituale, morale o sociale».
Sono passati 31 anni da quando, nel giorno di Pasqua, il piccolo Iqbal è stato ucciso dagli sfruttatori che aveva denunciato. Uno scricciolo pakistano di 12 anni da solo a fronteggiare la mafia dei tappeti, che contribuì alla liberazione di centinaia di piccoli schiavi. Aveva un viso dolce Iqbal. Aveva vissuto sulla sua pelle di bambino i segni dei maltrattamenti, incatenato al telaio, costretto a lavorare sin dalla tenerissima età dall’alba al tramonto. Oggi avrebbe 43 anni e chissà quante cose avrebbe potuto dire e realizzare.
"Se vivessero tutti in unico Paese, i piccoli lavoratori costituirebbero il nono Stato più popoloso al mondo, più grande della Russia" (Save the Children).






