Una truffa ai danni di un’anziana ultranovantenne è stata scoperta dalla Polizia di Stato di Novara, che ha denunciato una coppia accusata di aver approfittato della fragilità della donna per sottrarle ingenti somme di denaro.
L’intervento risale alla mattinata del 12 febbraio, quando gli agenti sono stati chiamati presso una filiale di Intesa Sanpaolo a seguito dei sospetti del personale bancario. La cliente, accompagnata da due persone presentatesi come nipoti, aveva richiesto lo svincolo di 30mila euro da una polizza vita. I controlli immediati hanno però permesso di accertare che i due non avevano alcun legame di parentela con l’anziana, pur frequentandola quotidianamente.
L’operazione è stata quindi bloccata e, alla luce delle condizioni della donna – risultata in uno stato di grave decadimento cognitivo e priva della piena consapevolezza del proprio patrimonio – i due accompagnatori sono stati denunciati per circonvenzione di incapace.
Le successive indagini, condotte dalla Squadra Mobile, hanno ricostruito un quadro ben più ampio. Secondo gli inquirenti, la coppia avrebbe agito per mesi sfruttando la vulnerabilità della vittima, inducendola a compiere numerose operazioni economiche a loro favore.
A partire dal novembre 2023, i due si sarebbero impossessati della carta bancomat dell’anziana, effettuando prelievi per oltre 111mila euro e pagamenti con il Pos per circa 43mila euro, per spese del tutto estranee ai bisogni della donna. Non solo: avrebbero anche convinto la vittima a disinvestire polizze assicurative per circa 150mila euro, oltre a disporre bonifici e altre operazioni finanziarie per fini personali, tra cui l’acquisto di un’autovettura.
Secondo quanto emerso, gli indagati avrebbero inoltre isolato progressivamente la donna dal contesto familiare, instaurando su di lei un rapporto di fiducia e controllo. Nel tempo, sarebbero riusciti anche a farsi indicare come amministratori di sostegno per un’eventuale futura incapacità e come beneficiari di disposizioni ereditarie.
Il profitto illecito stimato supera i 155mila euro, con un danno patrimoniale di rilevante entità.
Alla luce degli elementi raccolti, il 9 aprile il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Novara ha disposto il sequestro preventivo dei beni riconducibili alla coppia, tra cui l’autovettura acquistata, oltre a somme di denaro e altri beni fino a un valore complessivo di oltre 154mila euro.
Il sequestro, eseguito il 15 aprile insieme a perquisizioni domiciliari, ha permesso di rinvenire anche gioielli – che gli indagati hanno dichiarato essere regali dell’anziana – e documentazione personale della vittima.
Infine, il giudice ha disposto nei confronti dei due anche la misura cautelare del divieto di avvicinamento alla persona offesa, con l’applicazione del braccialetto elettronico. Il provvedimento è stato eseguito il 28 aprile.














