La Commissione europea ha approvato all’unanimità la richiesta dell’Italia di revocare le restrizioni di tipo 3 nei territori di Lodi, Pavia e Novara, dopo l’eradicazione dei focolai di Peste suina africana (Psa) riscontrati lo scorso anno. Una decisione accolta con soddisfazione dal comparto suinicolo novarese, che negli ultimi mesi aveva subito pesanti ripercussioni a causa dei blocchi imposti dall’Unione Europea.
«È un ulteriore passo avanti verso l’eradicazione della Psa nel nostro Paese – ha dichiarato il sottosegretario alla Salute, Marcello Gemmato – che restituisce prospettive e serenità agli operatori del settore e conferma l’efficacia delle misure di sorveglianza e biosicurezza messe in campo contro una malattia infettiva dalle ricadute economiche sulla filiera e impatti sulla salute animale».
Il voto europeo e la richiesta del ministero
La decisione è arrivata durante la riunione del Comitato permanente per le piante, gli animali, gli alimenti e i mangimi (Paff), dove i Paesi membri hanno espresso voto favorevole unanime.
Il ministero della Salute aveva presentato nelle scorse settimane formale istanza alla Dg Sante della Commissione Ue, dopo la positiva chiusura dei focolai registrati nel 2024.
Un lavoro di squadra
«Questo risultato – ha aggiunto Gemmato – è il frutto di un lavoro sinergico tra ministero della Salute, Masaf, Regioni, allevatori, autorità di controllo e struttura commissariale per la Psa. A tutti rivolgo un sincero ringraziamento per l’impegno costante e condiviso, che ha consentito di raggiungere un nuovo traguardo nel contrasto alla malattia».
Anche il sottosegretario al Masaf, Patrizio La Pietra, ha sottolineato il valore della decisione: «La rimozione delle restrizioni è un’ottima notizia, in particolare per gli allevatori di Lodi, Pavia e Novara. Dopo mesi difficili e di grande preoccupazione, i nostri allevamenti e l’intera filiera possono tornare a guardare al futuro con ottimismo».
Novara guarda avanti
Per gli allevatori novaresi la revoca delle limitazioni rappresenta un’autentica boccata d’ossigeno. La fine delle restrizioni consentirà infatti di riprendere pienamente le attività commerciali e di programmazione, restituendo stabilità economica a un comparto fondamentale per il territorio.
«Abbiamo lavorato come un’unica squadra – ha concluso La Pietra – allevatori, governo Meloni, ministero della Salute, commissario Filippini e gli Stati membri dell’Unione Europea oggi ce lo hanno riconosciuto. C’è ancora molto da fare, ma ora possiamo continuare con ancora maggiore convinzione, sapendo che la strada intrapresa è quella giusta».













