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Economia | 09 aprile 2024, 09:00

Boom delle esportazioni di prodotti tipici del Made in Piemonte: +14% solo a gennaio

Coldiretti sottolinea la necessità di incrementare gli accordi di filiera: "In 8 mesi esportato cibo piemontese per oltre 6 miliardi di euro"

Boom delle esportazioni di prodotti tipici del Made in Piemonte: +14% solo a gennaio

In crescita l’export alimentare piemontese: boom di vendite in Francia, Germania e Usa. Da gennaio a settembre 2023 le imprese piemontesi dell'industria alimentare e delle bevande hanno esportato merci per oltre 6 miliardi di euro.

Numeri da record per l'export alimentare

Nell’intero anno 2022 le esportazioni piemontesi del settore alimentare e delle bevande avevano raggiunto gli 8 miliardi di euro (+14,4% sul 2021). I primi tre paesi di destinazione sono la Francia (il 16,1%), la Germania (il 15,2%) e gli Usa (l'8,2%), secondo i dati della Camera di Commercio di Torino.

A livello nazionale, il 2024 fa segnare un nuovo record per le esportazioni di cibo Made in Italy, con una crescita del 14% a gennaio rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, nonostante le tensioni internazionali, con guerre e blocchi che ostacolano i transiti commerciali. E’ quanto emerge da una analisi Coldiretti su dati Istat.

"Incrementare gli accordi di filiera"

Questo trend di crescita deve però far sì che vengano incrementati gli accordi di filiera per sostenere le produzioni piemontesi dalla carne bovina alla frutta fino alle nocciole. Serve, quindi, un’attenzione che l’agroindustria virtuosa auspichiamo, ponga sempre di più dimostrando disponibilità ad attivare accordi che diano impulso all’economia alimentare piemontese", spiegano Cristina Brizzolari, presidente di Coldiretti Piemonte, e Bruno Rivarossa, delegato confederale.

Coldiretti: "Sostenere questo trend"

"Per sostenere il trend di crescita dell’enogastronomia nazionale serve rimuovere gli ostacoli commerciali, ma anche agire sui ritardi strutturali dell’Italia e sbloccare tutte le infrastrutture che migliorerebbero i collegamenti tra sud e nord del paese, ma anche con il resto del mondo per via marittima e ferroviaria in alta velocità, con una rete di snodi composta da aeroporti, treni e cargo", concludono i due esponenti di Coldiretti. "L’obiettivo è portare il valore annuale dell’export agroalimentare a 100 miliardi nel 2030”.

Redazione Torino

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