/ Novara

Novara | 22 febbraio 2024, 12:00

Serranda abbassata per Cannavacciuolo: parla il presidente di Fondazione Teatro Coccia

Serranda abbassata per Cannavacciuolo: parla il presidente di Fondazione Teatro Coccia

“Cannavacciuolo Bistrot di Novara è ancora chiuso per la pausa invernale. La proprietà sta facendo delle valutazioni su un eventuale cambio di format o offerta del locale”: è la versione ufficiale che il gruppo guidato dallo chef pluristellato e popolarissimo giudice di Masterchef affida, suo ufficio stampa, ma a Novara e più in generale nel mondo della ristorazione di alto livello la notizia dello stop al locale aperto nel 2015 nel cuore della città ha fatto scalpore.

Il Bistrot novarese era stato presentato a suo tempo come uno snodo importante nella politica aziendale dello chef di Vico Equense, tanto da generare un “gemello” a Torino.

Che nel locale di 600 metri quadri collocato all’interno dello spazio del Teatro Coccia, qualcosa stesse cambiando, lo si era capito quando si era saputo alcune settimane fa dell’addio dello storico chef del Bistrot, Vincenzo Manicone, una stella Michelin, che dopo 12 anni trascorsi con Cannavacciuolo dei quali 4 a Villa Crespi, ha lasciato Novara per trasferirsi al Tancredi di Sirmione sul Garda. Chi attende di sapere quale sarà il destino del Bistrot è il presidente della Fondazione Teatro Coccia, Fabio Ravanelli. Che mantiene un profilo conciliante: “Sono un imprenditore – commenta – e capisco bene che assumere decisioni importanti richieda talvolta un tempo non brevissimo. Ma da novarese e da presidente della Fondazione Coccia non posso che auspicare scelte rapide: quella vetrina chiusa non si può vedere, e anche il teatro ne risente. Abbiamo inaugurato la stagione a metà gennaio con il locale fermo, e non è stato bellissimo”. Tra l’altro tra lo chef e il Teatro Coccia il rapporto è sempre stato più che buono: addirittura nel novembre 2019 la direttrice artistica Corinne Baroni aveva scritturato Cannavacciuolo come protagonista di un’opera intitolata “Mettici il cuore”, un soggetto del giornalista Luca Baccolini, il libretto di Vincenzo De Vivo e la partitura musicale di Valentino Corvino, sulla quale era stato investito un consistente gruzzolo. Il presidente della Fondazione precisa che “non si tratta di un problema economico: la società di Chef Antonino ha sempre pagato regolarmente il canone di affitto”: il contratto stipulato nel 2014 e rinnovato nello scorso novembre per altri 9 anni fino al 2032, prevede un canone complessivo di 378 mila euro, cioè di 3500 euro al mese. “Io naturalmente – conclude Ravanelli – auspico che Cannavacciuolo decida di rimanere; e spero soprattutto che decida presto”.

ECV

TI RICORDI COSA È SUCCESSO L’ANNO SCORSO A APRILE?
Ascolta il podcast con le notizie da non dimenticare

Ascolta "Un anno di notizie da non dimenticare" su Spreaker.

Ti potrebbero interessare anche:

Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore