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Sanità | 01 febbraio 2024, 08:25

Sanità e assunzioni: i lavoratori in uscita sarebbero più dei nuovi assunti

Il sindacato Nursing up: "I progetti di assunzione sono stati cristallizzati"; Nursind Asti: "Le aziende arrivino al tavolo con dati alla mano"

Sanità e assunzioni: i lavoratori in uscita sarebbero più dei nuovi assunti

Il tema delle assunzioni in sanità e sicuramente tra i temi più urgenti e sentiti del 2024. Le liste di attesa hanno bisogno di risposte e così i turni infiniti del personale sanitario, mentre i fondi destinati alla sanità, non sono mai abbastanza.

I sindacati degli infermieri tornano a "battere i pugni" sul tavolo per le nuove assunzioni.

"Dove sono le assunzioni promesse?"

"Dove sono le assunzioni di infermieri e oss in Piemonte? Che ne è dell’accordo con la Regione?". A sottolinearlo e il presidente regionale Nursing Up Claudio Delli Carri che ricorda come i progetti di assunzione di infermieri e oss in Piemonte, "vanno a un incredibile e inaccettabile rilento, tanto che invece di realizzarsi un processo di aumento del personale impiegato negli ospedali e nelle aziende sanitarie del territorio, si sta assistendo al fenomeno opposto. I licenziamenti, i colleghi che lasciano il lavoro per svariati motivi, le uscite, sono decisamente superiori ai nuovi assunti in Piemonte. Un fenomeno che, se non fermato subito, porterà ulteriori possibili problemi ad un sistema sanitario che ha già il personale ridotto all’osso".

Un allarme piemontese che riguarda tutti i territori

Un allarme che arriva da tutto il territorio: "Gli unici contratti offerti dalle Aziende sanitarie sono a tempo determinato al massimo per sei mesi, in contrasto con lo spirito dell’accordo regionale che prevedeva sì assunzioni a tempo determinato per tamponare la situazione difficilissima degli organici, ma con contratti fino a 36 mesi che nessuno ad oggi ha proposto".

"Promesse assunzioni di 1500 infermieri nel 2024"

Rimarca  anche il sindacato Nursind di Asti con il segretario territoriale Gabriele Montana: "Il presidente Cirio si è impegnato ad assumere 1500 infermieri nel 2024. Queste risorse dovrebbero essere aggiuntive alle dotazioni organiche, quindi oltre il turn over , che secondo lo stesso presidente è assicurato. Noi non crediamo sia così e lo abbiamo sottolineato più volte al tavolo regionale, anzi.  Proprio per questo abbiamo chiesto che al prossimo incontro dell' osservatorio le aziende arrivino  dati alla mano rispetto a quelle che sono state le entrate e le uscite a qualsiasi titolo per il 2023 oltre a quelle previste per il 2024 per raggiunti limiti di età. Osservatorio che speriamo si convochi nei prossimi giorni dato che doveva essere fatto entro il mese di gennaio. Dopo questo incontro esprimeremo la nostra posizione su cosa dicono i dati e valuteremo se gli impegni saranno stati mantenuti o si è trattato di altro".

Gennaio è finito ma non si sa nulla del bando

Conferma il segretario regionale Nursing Up Claudio Delli Carri: “Il nuovo anno è già iniziato da un mese e del nuovo bando assunzioni non si sa nulla. Nel frattempo, le aziende sanitarie propongono inaccettabili contratti a termine di sei mesi che, ovviamente, nessun infermiere o oss gradisce a fronte di una sempre maggiore emorragia di persone che lasciano il posto di lavoro nelle strutture pubbliche. Si tratta di una situazione assurda, che non pensavamo potesse accadere visto l’accordo siglato in Regione. Quando, in sede di trattativa, avevamo acconsentito all’utilizzo di contratti a tempo determinato, in attesa del concorso assunzioni, lo avevamo fatto a patto che i contratti fossero fino a 36 mesi. Di questo passo rischiamo anche di perdere per strada i 450 neolaureati di novembre 2023 che hanno proposte davvero poco appetibili da quando hanno terminato il loro percorso di studi e sono da due mesi fermi in attesa d’occupazione. Professionisti che ora guardano altrove”.

“Inoltre – prosegue Delli Carri – ad oggi, di reinternalizzazione dei servizi non se ne parla più, anzi, di questo passo, con sempre meno personale, le Aziende sanitarie potrebbero pensare ad esternalizzare altri servizi. La situazione sta diventando davvero difficile con sempre meno infermieri e oss al lavoro che in compenso devono affrontare turni sempre più lunghi e duri per l’assenza di personale adeguato". 

 

Betty Martinelli

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