Anche Novara è protagonista dei numeri del 118 piemontese, che nel 2025 ha sfiorato quota 500 mila interventi complessivi. Un dato che conferma la solidità del sistema di emergenza–urgenza regionale e che vede la Centrale Operativa 118 di Novara tra le più attive del Piemonte.
Nel corso del 2025, la centrale novarese ha gestito 96.851 missioni con l’impiego di mezzi di soccorso, in aumento rispetto alle 92.849 del 2023. Di queste, 27.350 sono state effettuate con mezzi di soccorso avanzato, mentre 69.501 con mezzi di base, a conferma di una crescita delle richieste a bassa criticità.
Analizzando la gravità degli interventi, emerge un calo dei codici più gravi e un aumento delle situazioni meno urgenti: i codici rossi sono passati dai 5.141 del 2023 ai 4.427 del 2025, i codici gialli da 26.876 a 26.576, mentre i codici verdi sono saliti da 59.135 a 63.043. In aumento anche i codici bianchi, da 2.327 a 3.410. Un trend che riflette una crescente richiesta di assistenza sanitaria non urgente che continua però a convergere sul numero dell’emergenza.
La Centrale Operativa 118 di Novara, diretta dal 1° gennaio da Sara Borga e afferente ad Azienda Zero, è parte di un sistema che comprende anche le centrali di Alessandria, Cuneo e Torino. Complessivamente, nel 2025 in Piemonte sono stati registrati 496.168 interventi, con 131.332 missioni con mezzi avanzati e 364.836 con mezzi di base.
"I numeri del 2025 – commenta il direttore generale di Azienda Zero, Adriano Leli – rimarcano la solidità e l’affidabilità del sistema 118 piemontese, frutto di un lavoro di coordinamento regionale quotidiano. L’aumento delle richieste a bassa criticità rappresenta una sfida organizzativa, ma l’obiettivo resta garantire risposte rapide ed efficaci alle vere emergenze".
Sulla stessa linea l’assessore regionale alla Sanità Federico Riboldi, che definisce l’emergenza–urgenza «un fiore all’occhiello della Regione», sottolineando come dietro i numeri ci sia «il lavoro straordinario delle centrali operative, degli operatori sanitari, dei soccorritori e dei volontari». Allo stesso tempo, Riboldi richiama la necessità di "rafforzare l’integrazione tra emergenza, territorio e servizi di assistenza primaria".














