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Scuola | 10 settembre 2023, 19:20

Lezioni al via in Piemonte: il ritorno in classe di 551.632 studentesse e studenti

L’organico complessivo del personale docente è pari a 65.456, di questi 48.056 sono di posto comune e 17.400 di sostegno

Lezioni al via in Piemonte: il ritorno in classe di 551.632 studentesse e studenti

In Piemonte l'11settembre  riprenderanno le lezioni per 500.322 studentesse e studenti (57.494 nella scuola d’infanzia, 155.816 nella scuola primaria, 106.560 nella scuola secondaria di primo grado e 180.926 nella scuola secondaria di secondo grado) per un totale di 25.412 classi o sezioni in 539 istituzioni scolastiche statali. A questi si aggiungono 51.310 studentesse e studenti delle scuole paritarie per un totale di 2.579 classi o sezioni in 686 scuole, delle quali il 73% sono scuole dell’infanzia.

L’organico complessivo del personale docente è pari a 65.456, di questi 48.056 sono di posto comune e 17.400 di sostegno. I docenti immessi in ruolo sono 3.507: 2.246 immissioni in ruolo su posti comuni e 1.261 su posti di sostegno. I docenti che, alla data del 1° settembre, hanno avuto una nomina di supplenza dagli Ambiti Territoriali dell’USR per il Piemonte sono 15.500, di questi il 57,5% su posto di sostegno.

In merito al personale amministrativo, tecnico e ausiliario (ATA), per l’A.S. 2023-2024 sono state effettuate a livello regionale 801 immissioni in ruolo e sono stati assegnati 2.858 contratti a tempo determinato.

“Grazie al lavoro delle colleghe e dei colleghi della direzione e degli Ambiti Territoriali e grazie al lavoro del personale della scuola sono state completate tempestivamente le operazioni di avvio dell’anno scolastico. Con il completamento delle operazioni di supplenza, prima dell’inizio delle lezioni, è garantito il pieno diritto all’istruzione delle alunne e degli alunni, delle studentesse e degli studenti” sottolinea il direttore genrale Stefano Suraniti.

“Il primo giorno di scuola è sempre emozionante per tutti: piccoli, grandi e le loro famiglie. Si inizia a costruire, o si prosegue, il proprio percorso di vita insieme ai compagni, ai docenti, al personale ATA, al personale educativo e, non ultimi, ai Dirigenti scolastici che sovrintendono al quotidiano funzionamento delle scuole. La qualità della scuola si misura sulla sua capacità di sviluppare processi inclusivi di apprendimento, offrendo risposte adeguate ed efficaci a tutti e a ciascuno. Per raggiungere risultati importanti nel proprio percorso di crescita occorre valorizzare quella che Daniel Goleman ha definito l’intelligenza emotiva. Essa è innata in ognuno di noi e sviluppandola ci aiuta a gestire e comprendere le proprie emozioni, così come quelle degli altri” continua il direttore genrale dell'Ufficio Scolastico regionale.

“La scrittrice Marianne Williamson ci ricorda, proprio sull’affermazione della propria identità e sull’importanza di valorizzare le differenze, che “Un tulipano non combatte per impressionare nessuno. Non combatte per essere diverso da una rosa. Non ne ha bisogno. Perché è diverso. E c’è spazio nel giardino per ogni fiore.” E la scuola si presenta un terreno fertile nel quale alunni e studenti possono coltivare sogni, aspirazioni, desideri ed esprimere con consapevolezza le proprie emozioni. Per realizzare ciò occorre davvero che gli adulti siano pronti all’ascolto e preparino i più piccoli all’ascolto e alla solidarietà. La scuola deve dedicare le sue energie a valorizzare la dimensione “profetica” (Don Lorenzo Milani) propria dell’educazione, non fermandosi a quello che vede, ma aprendosi al domani e a ciò che sarà” scrive nel suo discorso di inizio anno Stefano Suraniti.

“Proprio sull’importanza di “andare oltre” concludo con l’affermazione di Andrea Canevaro: “Abbiamo tutti una diagnosi, l’importante è andare oltre... la capacità di accogliere l’inaspettato è un’occasione fondamentale, da non perdere. Ci può restituire solo cose belle”. Con l’auspicio che tutti Noi possiamo essere sempre disponibili al reciproco ascolto e all’attenzione dei più grandi e dei più piccoli, auguro un buon anno scolastico alla comunità della scuola piemontese” conclude Stefano Suraniti.


Redazione

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