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Scuola e formazione | 10 dicembre 2022, 18:20

Effetto pandemia sull'Università, aumenta l'occupazione per chi sceglie di lavorare nella sanità

Lo studio di Ires: ad un anno dalla fine degli studi, il 78% dei laureati ha già trovato impiego

Effetto pandemia sull'Università, aumenta l'occupazione per chi sceglie di lavorare nella sanità

Nel 2021 aumenta il tasso di occupazione rispetto all'anno precedente, anche se non raggiunge ancora i livelli pre pandemia e chi si laurea in Medicina trova più facilmente lavoro. E' uno dei dati che emerge dal rapporto annuale 'Osservatorio Istruzione e Formazione Professionale Piemonte 2022', pubblicato dall'ente di ricerca Ires.

I dati della ricerca di Ires

Nel report confluiscono le analisi e le attività di osservazione sui servizi educativi, istituzioni scolastiche, università e altri enti di livello terziario, enti formativi, che compongono il sistema educativo e formativo piemontese. Attenzione specifica è dedicata alla transizione dei giovani nel mercato del lavoro con due capitoli dedicati alle intenzioni di assunzione verso i qualificati e diplomati e agli sbocchi occupazionali dei laureati.

L'80% lavora dopo un anno

Il rapporto evidenzia che a un anno dal conseguimento del titolo la quota di occupati è pari al 78% tra i laureati di primo livello e all'81% tra i laureati magistrali. Ad aumentare sono i tassi di occupazione dei laureati nelle professioni sanitarie. Infatti il massiccio reclutamento di personale sanitario per far fronte alla pandemia ha inciso sull'occupazione dei laureati delle professioni sanitarie.

Tra i laureati in Medicina e Chirurgia, la quota di occupati dopo 5 anni dal titolo risulta pari al 57% mentre era il 25% nel 2019, prima della pandemia.

Massimo De Marzi

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