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Politica | 26 novembre 2021, 16:00

“Interruzione volontaria di gravidanza, Regione nega diritti alle donne anziché rispettare linee guida del ministero”

Disabato (M5S): “Anche la situazione in alcuni ospedali piemontesi, in merito alla scarsa presenza di medici non obiettori risulta grave e preoccupante”

“Interruzione volontaria di gravidanza, Regione nega diritti alle donne anziché rispettare linee guida del ministero”

“Condivido la diffida avanzata dalle 27 Associazioni facenti parte della rete di 'Più 194 voci' e da LAIGA (Libera Associazione Italiana Ginecologi per l'applicazione legge 194). Il mancato recepimento delle linee guida del Ministero sull’interruzione volontaria di gravidanza si prefigura come una grave inadempienza della nostra Regione. 

Oltre a ciò abbiamo assistito alla scelta scellerata del centrodestra di inserire le associazioni antiabortiste nei Consultori, un vero attacco nei confronti della libertà di scelta delle donne, un sostanziale 'commissariamento' del personale che opera con professionalità e competenza nelle strutture. 

Conosciamo bene le condizioni dei Consultori familiari, fortemente sottodimensionati, dai quali arrivano notizie poco rassicuranti a seguito dell’approvazione di una Determina che potrebbe recare come conseguenza la trasformazione di alcuni servizi dedicati alla salute delle donne, tra i quali le visite ginecologiche, da gratuiti a pagamento. Questo è quanto sta avvenendo a Casale Monferrato, un caso che porteremo presto in Consiglio regionale. 

Anche la situazione in alcuni ospedali piemontesi, in merito alla scarsa presenza di medici non obiettori per la pratica dell’interruzione volontaria di gravidanza, risulta grave e preoccupante. Esiste una legge e va rispettata”.

Così la Consigliera regionale M5S Piemonte Sarah Disabato.



C.S.

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