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Cronaca | 18 novembre 2020, 16:05

Covid: Novara, minacce ai pediatri. L’Ordine dei Medici: ‘azioni legali’

“Il rischio è che il clima di tensione nel quale ormai i pediatri si trovano a operare possa degenerare”

Covid: Novara, minacce ai pediatri. L’Ordine dei Medici: ‘azioni legali’

Prima eroi, ora oggetto di minacce: è la nuova realtà con la quale i medici devono confrontarsi con il ritorno della pandemia-Covid. A Novara sono in particolare i pediatri (“di libera scelta” come sono definiti nel linguaggio della burocrazia sanitaria) ad essere nel mirino.

Lo conferma il presidente dell’Ordine dei medici della provincia di Novara, Federico D’Andrea.

Diversi pediatri novaresi – dice il presidente – sono stati oggetto di aggressioni verbali e comportamenti

intimidatori da parte dei genitori di loro assistiti. In particolare, le contestazioni riguardavano le richieste di riammissione a scuola”.

Il rischio – continua D’Andrea – è che il clima di tensione nel quale ormai i pediatri, e i medici in

generale, si trovano a operare possa degenerare. Questi atteggiamenti vanno contrastati con tutti i

mezzi che la legge mette a disposizione, nell’interesse di un normale rapporto medico-paziente e di

un corretto svolgimento della professione pur in situazioni comprensibilmente critiche per tutti,

come quella che stiamo attraversando. Per questo, l’Ordine è a disposizione per intraprendere, come

è già avvenuto in passato con esiti positivi, le necessarie azioni legali”.

Sulla vicenda hanno già preso posizione diversi esponenti politici. Il vicepresidente del gruppo della Lega al consiglio regionale del Piemonte, il novarese Riccardo Lanzo, parla di “episodi che in nessun modo possono essere giustificati dall’emergenza sanitaria né dalle ripercussioni lavorative ed economiche che questa sta avendo sulle famiglie”.

Il candidato sindaco del Partito Democratico a Novara, Nicola Fonzo, definisce “inaccettabile ogni forma di violenza, aggressione, ed intimidazione verso le donne e gli uomini che senza sosta operano per la salute pubblica e per tenere aperte le scuole”, ma sottolinea come questa vicenda “svela la totale incapacità della Regione Piemonte di potenziare i servizi territoriali”.

ECV

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