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Sport | 28 agosto 2020, 10:18

Il sindaco tira le fila della clamorosa cessione del Novara calcio dai Rullo alla misteriosa cordata

Da sinistra Canelli, Maurizio ed Elisa Rullo

Da sinistra Canelli, Maurizio ed Elisa Rullo

La notizia è rimbalzata giovedì nel tardo pomeriggio: c’è una trattativa già avanzata per la cessione, dopo meno di un anno, del pacchetto azionario del Novara Calcio dalla famiglia Rullo a una misteriosa cordata di imprenditori che sarebbe pronta  a rilevare anche il 100 per cento delle azioni della società, cioè l’80 per cento nelle mani del patron Maurizio Rullo più il 20 per cento rimasto ancora a Massimo De Salvo.

Le voci su questa ipotesi, in realtà si rincorrono da tempo. Tutte le congetture sono, come tali, suscettibili di smentita, compresa quella di un incontro già decisivo, che sarebbe avvenuto ieri all’ombra delle mura della Banca Popolare di Novara.

Due cose sono al momento certe: a tirare le fila di una fitta trama che si sta tessendo per portare il Novara nelle mani di un gruppo di imprenditori solidi ed interessati a costruire una nuova storia di successo per i colori azzurri è il sindaco Alessandro Canelli. Il primo cittadino non ha mai fatto mistero di voler esercitare un ruolo nei destini del Novara Calcio. In particolare per un motivo (e questo è il secondo punto certo): per portare a casa il faraonico progetto della Cittadella dello Sport, che comprende la radicale ristrutturazione dello stadio Piola e un forte investimento in nuovi impianti nella zona di viale Kennedy.

Non è un segreto che il fondo Yard, motore del progetto, abbia manifestato perplessità rispetto al rapporto con i Rullo. Problema non secondario, perché una fetta consistente dei denari necessari al progetto arriverebbero proprio tramite il Novara Calcio da fondi statali della cosiddetta “legge sugli stadi”. Ma la “scintilla” tra la proprietà attuale del Novara e gli uomini di Yard non è mai scoccata. Ecco perché il sindaco prima ha messo “in frigo” il progetto della Cittadella, facendo spegnere per diversi mesi i riflettori. Poi ha fatto trapelare qualche notizia mirata sui suoi movimenti intorno a questa questione. Infine ha acceso i motori per lo sprint decisivo.

C’è da credere che i tempi per questa cessione clamorosa possano essere anche molto brevi per almeno due ragioni. Una sportiva: il campionato di serie C è alle porte e c’è da pensare al mercato con l’obbligo, qualora davvero si perseguissero sogni di gloria, di rafforzare la squadra. Una invece politico-imprenditoriale: per staccare in chiave elettorale il dividendo della concretizzazione del progetto della Cittadella dello sport Canelli ha bisogno di fare presto. Le elezioni incombono e il sindaco ha bisogno di fare vedere, anche su questo fronte, qualche risultato concreto.

ECV

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