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Economia | 20 giugno 2020, 15:30

Mattone in crisi di liquidità, l'appello dei costruttori ai parlamentari piemontesi: "No alla proroga dello split payment"

Malabaila (Ance Piemonte): "Rappresenterebbe la mazzata finale per le imprese, mentre ormai c'è la fattura elettronica"

Mattone in crisi di liquidità, l'appello dei costruttori ai parlamentari piemontesi: "No alla proroga dello split payment"

Doveva scadere il 30 giugno, invece il Governo vorrebbe ottenere una proroga di altri tre anni. E' lo split payment, il meccanismo di pagamento in vigore ormai dal 2015 e che di fatto "sottrae" l'Iva alle aziende edili, facendo sì che venga versata allo Stato direttamente dalla committenza pubblica. Una scorciatoia che però, di fatto, toglie alle aziende una liquidità che in certi periodi può rivelarsi preziosa.
Ecco perché - soprattutto alla luce delle difficoltà attuali dell'economia, che la crisi Covid ha ampliato - l'effetto sulla salute delle imprese potrebbe essere fatale. 

Per farsi portavoce di questo malessere, la presidente dell’Ance Piemonte e Valle d’Aosta Paola Malabaila ha deciso di scrivere ai parlamentari piemontesi, richiamando l'attenzione “ulla gravità della decisione annunciata dal Governo di richiedere alla Commissione Europea un’ulteriore proroga triennale del meccanismo della scissione dei pagamenti, la cui scadenza era invece fissata al prossimo 30 giugno 2020”.

"Si tratta di una misura gravissima a carattere temporaneo che, sin dal 2015, ha compromesso l’equilibrio finanziario delle imprese operanti nei confronti della pubblica Amministrazione, specie di quelle di più ridotte dimensioni, mettendo a rischio la loro stessa sopravvivenza - si legge nella nota diffusa dall'Ance -. Il meccanismo, in particolare, pone a carico delle pubbliche Amministrazioni il versamento dell’Iva relativa alle cessioni di beni e prestazioni di servizi effettuate nei loro confronti, cosicché gli operatori economici non si vedono più corrispondere l’Iva dalle Stazioni appaltanti, mentre devono comunque continuare a pagarla ai loro fornitori. Un meccanismo che genera un incremento esponenziale del credito Iva in capo alle imprese, con una pesante perdita di liquidità". 

A preoccupare, poi, anche i tempi estremamente dilatati e la farraginosità con i quali lo Stato italiano eroga i rimborsi dei crediti Iva (63 settimane di media contro quella europea di 16), "il meccanismo compromette del tutto la possibilità di recuperare la necessaria liquidità in modo tempestivo". “È chiaro, quindi -  prosegue la presidente Malabaila - che una nuova proroga triennale dello split payment vanificherebbe del tutto gli enormi sforzi che gli operatori economici stanno facendo per salvaguardare il proprio l’equilibrio finanziario nella delicatissima fase sanitaria ed economica che stiamo vivendo, che, per il settore delle costruzioni, si aggiunge tra l’altro agli effetti deleteri di una crisi perdurante e senza precedenti. Chiediamo un ripensamento totale sull’opportunità di reiterare ulteriormente l’operatività di un simile meccanismo, estremamente dannoso per le imprese e con una portata troppo ampia rispetto alla tutela dell’interesse erariale posto a fondamento dell’introduzione dello stesso”.

Dal corrispondente a Torino

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