/ Novara

Novara | 21 maggio 2020, 11:59

L’ennesimo scandalo ONLUS. Nuovo fango sulla credibilità del 3° settore: "possibile che una legge dello stato non inverta la tendenza?"

L’ennesimo scandalo ONLUS. Nuovo fango sulla credibilità del 3° settore: "possibile che una legge dello stato non inverta la tendenza?"

Nel nostro Paese sono decine e decine gli scandali legati ad associazioni no-profit che abusano di una normativa che, nonostante avviata, non è ancora completa e che manca di efficaci controlli: dalle situazioni fiscali alle frodi, agli abusi nella raccolta fondi. La situazione, che purtroppo da anni caratterizza il terzo settore, danneggia le associazioni serie nate per uno scopo e diventate un punto di riferimento per molte persone in difficoltà.

Con la legge 117/17 sono arrivati alcuni cambiamenti, non sufficienti a garantire una situazione di totale legalità. Come differenziarsi dalle altre Onlus, distanziandosi dalla cattiva reputazione degli scandali? E quali garanzie può avere un donatore – un privato, una azienda, una istituzione - nel sentirsi sicuro che i denari donati non siano gestiti male o peggio ancora che non sussistano frodi?

Sembra che uno spiraglio che nasce dal pragmatismo dei privati in barba ai soloni di Stato arrivi da un certificazione: lo schema di certificazione OLC (Onlus Certification), proposto dalla società AACHEN , progettato da un team di consulenti con oltre 30 anni di esperienza nella compliance normativa e legislativa e ben due anni prima dell’introduzione del Decreto 106/16 (la ormai famosa Legge Bobba durante il Governo Renzi) e dei suoi successivi codici attuativi.

L’adozione dello Schema OLC 2015 è, come i sistemi ISO BS ed SA, a base volontaria ed è rivolta a tutti gli Enti del Terzo Settore che vogliano evidenziare e certificare la propria capacità nel gestire al meglio le risorse di cui hanno disponibilità per realizzare la loro specifica missione.

Ovviamente le Onlus scellerate e illegali non possono ottenere il certificato legato a verifiche ispettive rigorose, quindi non avere il certificato, è segno che non si risulta tra i migliori destinatari di attenzione.

Le onlus che decidono di perseguire e mantenere il nostro certificato – spiega la dott.ssa Elisabetta Belloni General Manager di AACHENhanno un boost reputazionale impressionante quasi non credibile finché una Onlus non raggiunge la meta, che consente in genere di aumentare il numero dei volontari, dei sostenitori e a beneficiare di tanti nuovi introiti economici tra cui le donazioni del 5xmille: la nostra certificazione è un vantaggio competitivo unico”.

C’è da dire che anche il posizionamento del servizio è innovativo: non è Aachen che fornisca la consulenza, la formazione ed il percorso di certificazione. Aachen (che detiene i diritti di copyright dello schema) seleziona e qualifica i consulenti, i formatori ed i certificatori, attraverso un percorso molto rigoroso; del resto il Ceo di Aachen, Stefano Vergani, è un ex militare dell’Arma dei Carabinieri. La società si riserva di controllare tutti i partner operativi sulle onlus semestralmente o annualmente, con la possibilità di togliere la qualifica a quei partner che non si comportino adeguatamente.

Per parlare di fatti abbiamo intervistato l'Ingegner Alfredo Miotti già presidente della AISWH Associazione Italiana sulla Sindrome Wolf Hirschhorn, nata nel 1998 da genitori con figli portatori di una malattia rara, onlus che per prima ha deciso di affidarsi allo schema di certificazione OLC.

Cosa ha comportato per la AISIWH la certificazione della Aachen? C'è stato un cambio di passo dal momento che abbiamo riscoperto nel mondo esterno uno stimolo nuovo, una necessità di raccontarci e di rendicontare il nostro operato non solo dal punto di vista economico, tipico di una azienda, ma anche da quello sociale dal momento che abbiamo cominciato a rendere conto di come meglio potessero essere usati i denari che ci venivano offerti o che venivano raccolti per le nostre iniziative. E' stato un cambiamento mentale che dovrà continuare nel tempo. Inoltre la certificazione ha comportato la scrittura di procedure in cui le buone pratiche si sono materializzate e questo permette un passaggio più agevole delle responsabilità da un Rappresentante legale al successivo senza particolari traumi nella gestione.

Perché avete scelto questo tipo di certificazione? Perché è sembrata quella più rispondente alle necessità imposte dalla Legge sul Terzo settore. Posso dire che l'aver affrontato la certificazione ha anche aiutato nella ridefinizione dello Statuto. Aisiwh è inserita nel sito dell'"Istituto Italiano della donazione" e nel sito di "Italia non Profit", che controllano che quanto richiesto dalla Legge sia fornito come per es. Bilanci e rispetto di alcuni parametri fondamentali quali rapporto spese di missione vs spese di struttura. Devo dire però che il sistema OLC 2015 di Aachen entra maggiormente nel dettaglio, verifica maggiormente che il modo di operare sia entrato nella mentalità dell'associazione e che non sia solo un fatto di facciata formale. Sicuramente il cambio di mentalità è un obiettivo raggiunto e non facilmente quantificabile. Il fatto che la trasparenza del nostro operare sia evidente su tre siti internet, il nostro istituzionale www.aisiwh.it e i due citati in precedenza, fa ben sperare nella diffusione di informazioni relative alla nostra associazione e sul coinvolgimento di un numero sempre maggiore di Volontari.

A certificare la AISIWH è stata la società Vilcert il primo organismo di certificazione abilitato da AACHEN, nata proprio per la volontà di alcuni esperti consulenti di compliance che hanno intravisto una potenzialità enorme nel segmento del 3^ settore. Il dott. Pierluigi Villa commenta: Sono laureato in fisica e dal'86 al 2016 ho lavorato nel settore delle telecomunicazioni, settore molto normato e legato a certificazioni di prodotto e di servizio a livello mondiale. Da donatore e sostenitore di Onlus, avevo seguito negli ultimi 20 anni lo sviluppo del 3^ settore contraddistinto però da sempre maggiori problemi di credibilità, anche di grandi organizzazioni italiane e mondiali. Nel corso degli anni ho sviluppato un grande interesse per il volontariato e la sicurezza sul lavoro e della legalità delle Onlus. Le normative funzionano dove sono chiare ed appropriate e soprattutto dove c'è un controllo, ed in particolare in chi svolge i controlli. E' per questo che la nostra società segue un iter per la certificazione delle associazioni che richiedono l'OLC 2015 e si sottopone a rigidi controlli da parte di Aachen. Per ogni Onlus vengono fatte considerazioni scritte, che dovranno essere tenute in considerazione dell'azienda a cui segue una fase di miglioramento e supporto. La certificazione ha una durata di tre anni, al cui termine è previsto il rinnovo. Abbiamo aderito a questo modello perché è stato chiaro che tutti i processi sono gestiti da privati di alta specializzazione e al di sopra di ogni sospetto. Sa come vanno sovente le cose in mano al pubblico o a gente che ha mire affaristiche o gestisce le cose in modo non serio ed è per questo che il certificato ha grande credibilità è per questo che le Onlus più attente si avvicinano all’OLC 2015 mentre quelle che non rispettano la trasparenza ne stanno lontane”

Per maggiori informazioni sullo schema OLC 2015 e su come rendere diversa e migliore la vostra Onlus, facendo parte di un terzo settore trasparente, potete visitare il sito della AACHEN http://www.certificazioneonlus.org/

Dal corrispondente a Cuneo

Ti potrebbero interessare anche:

Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore