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Novara | 08 aprile 2020, 11:38

Coronavirus: Fondazione Carolina, “con il lockdown esplode il bullismo on line”

Coronavirus: Fondazione Carolina, “con il lockdown esplode il bullismo on line”

Centoquarantcinque casi di cyberbullismo con vittime tra i ragazzi e 74 con vittime tra i docenti. Ventitrè casi di “sexting” con la condivisione di immagini intime tra minori e 11 di “revenge porn”, con la condivisione di foto a sfondo sessuale senza autorizzazione o con scopi di vendetta. Venticinque gruppi su Telegram in cui vengono diffuse indebitamente immagini di minori. Sono le cifre impressionanti di un fenomeno dalle proporzioni sempre preoccupanti, ma che in questi giorni di quarantena forzata assume un rilievo ancora maggiore. I dati sono quelli derivanti dalle segnalazioni raccolte da Fondazione Carolina, la onlus fondata dal novarese Paolo Picchio in nome della figlia Carolina, prima vittima acclarata di cyberbullismo in Italia, per sensibilizzare sui rischi legati all’utilizzo scorretto e inconsapevole dei nuovi media. “Le segnalazioni – spiegano alla Fondazione – ci arrivano dalla nostra rete sul territorio nazionale, composta da scuole, oratori, associazioni, società sportive che lavorano quotidianamente a contatto con i ragazzi e che costituiscono una formidabile antenna anche su questi fenomeni”. Le segnalazioni che Fondazione Carolina sta gestendo ogni giorno sono sempre più numerosi. Spiega il segretario generale di Fondazione Carolina Ivano Zoppi: “video osceni durante le lezioni online, violenze verbali rivolte ai docenti e studenti. Gli episodi riportati dalle cronache sono solo la punta di un iceberg che continua a crescere e ad avanzare indisturbato, nonostante la costante convivenza tra genitori e figli. Quando la noia si appiccica addosso, a dispetto dell’ambiente protetto, molti ragazzi cercano di scacciarla con la trasgressione, la ribellione e la violenza. E se le regole dei canonici contesti educativi fungono da deterrente, la privacy della propria cameretta può rivelarsi quel porto franco e sicuro per aderire a gruppi Telegram come “invadiamo video lezioni”, in cui i ragazzi si scambiano i link alle proprie aule virtuali per disturbare insegnanti e compagni. Ben più gravi i “gruppi” che inneggiano allo stupro e al femminicidio, in cui si immagina ogni nefandezza possibile per compiacere il branco, diffondendo con banalità sconvolgente l’odio contro le donne”. “Nelle ultime settimane – spiega Zoppi -  abbiamo gestito molti casi, quasi 300. La sorpresa, anche per il nostro Centro studi, è però legata alla platea delle domande pervenute, che conta molti adulti in difficoltà”. Proprio per questo Fondazione Carolina ha messo a disposizione gratuitamente on line sul proprio sito una “Guida ai genitori” realizzata grazie agli esperti di Pepita, una realtà che lavora da 20 anni in tutta Italia a fianco degli educatori.  E si pensa anche al dopo. “I nostri educatori e i nostri volontari – commenta Paolo Picchio -  sono consapevoli della colossale sfida educativa che ci troveremo davanti quando l’emergenza allenterà la morsa. Una sfida che possiamo vincere soltanto attraverso un rinnovato patto tra famiglia, istituzioni scolastiche e media company. E noi siamo al lavoro per questo”.

ECV

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