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Novara | 26 giugno 2019, 18:14

Assemblea generale Confindustria Novara Vercelli Valsesia, Boccia: "Paese in fase delicata, industria vuole aiutare la politica"

Assemblea generale Confindustria Novara Vercelli Valsesia, Boccia: "Paese in fase delicata, industria vuole aiutare la politica"

Un mondo industriale che non si pone come “contraltare” della politica, né che vuole sostituirsi ad essa, ma che attraverso argomenti economici vuole ottenere grandi obiettivi politici. È questa la Confidustria che emerge dal discorso che il presidente nazionale della più grande associazione degli imprenditori ha tenuto questa mattina al Castello di Novara in occasione della prima assemblea generale di Confindustria Novara Vercelli Valsesia. Oltre 750 aziende associate, con quasi 45mila dipendenti complessivi, Confindustria Novara Vercelli Valsesia è nata nel gennaio 2019, prima tra le organizzazioni degli imprenditori del Piemonte a realizzare una fusione per incorporazione, CNVV è arrivata oggi ad un primo momento di verifica, che cade in un momento di particolare delicatezza per il Paese.

Un momento nel quale la dialettica tra impresa e governo assume una importanza particolare. E tutta l’assemblea si è sintonizzata su questa lunghezza d’ onda.

A cominciare dall’intervento introduttivo del presidente Gianni Filippa, che ha lanciato proprio alla politica un forte appello, perché sia all’altezza delle sfide che il sistema Paese ha davanti. Negli scenari internazionali («Credo – ha detto Filippa -  che i politici di oggi dovrebbero avere una visione strategica più lungimirante, che si avvicini a quella dei padri fondatori dell’Europa contemporanea, trovando il coraggio di superare gli interessi nazionali per fare veramente un altro grande passo verso l’integrazione») e in quelli locali, in particolare sui temi infrastrutturali, dove le imprese devono spesso fare i conti con lentezze, ritardi e inefficienze della politica, che diventano freni e vincoli per la creazione di ricchezza e lavoro ( «Vi sembra una cosa normale che di realizzare la pedemontana tra Biella e Romagnano Sesia si parli, se non sbaglio, dal 1965? O che per andare da Novara ad Arona si possa impiegare anche un’ora e mezza, da Novara a Vercelli un’ora?»).

E a ricordare quanto le scelte politiche influiscano sugli andamenti degli indicatori di mercato, ci ha pensato l’economista Marco Fortis, vicepresidente della fondazione Edison. Secondo Fortis «si può affermare sulla base di dati oggettivi che la combinazione di 80 euro, eliminazione di imposte, Jobs Act, e decontribuzioni è stato il mix più efficiente di sostegno al ceto medio e all’occupazione degli ultimi tre decenni. Nello stesso tempo, il super-ammortamento e il Piano Industria 4.0 hanno rappresentato la politica industriale più incisiva degli ultimi tre decenni.

E tutto rivolto al governo l’intervento di Boccia, che già parlando a margine, arrivando al Castello – dove lo attendevano, oltre al suo numero due, il novarese Carlo Robiglio le autorità politiche, dal sindaco Alessandro Canelli, all’assessore regionale Marnati, ai consiglieri regionali Rossi e Perugini – aveva detto che «serve una manovra economica in autunno che abbia attenzione all’impatto sull’economia reale. Che vuol dire partire da un tema centrale come il lavoro». «Non serve la procedura di infrazione – ha proseguito – e per questo bisogna lavorare nelle prossime settimane. Poi occorre un piano di medio termine, per non appiattirsi sul presente. Il combinato disposto delle Olimpiadi Milano Cortina, della Tav che auspichiamo si realizzi e lo sblocco delle infrastrutture dà oggettivamente una dimensione di fiducia»

Boccia ha parlato di una «sfida» che l’industria italiana lancia alla politica:  «bisogna – ha detto - superare le tattiche e il  “presentismo” e al contrario contribuire a costruire una visione e una strategia del paese. Un’Italia collegata all’Europa: più che chiedere decimali di deficit l’Italia deve esser protagonista di una operazione anticiclica di infrastrutturazione a livello europeo.

Boccia ha proseguito ricordando come «l’Italia può tornare ad essere una potenzia industriale e politica se ci sono politiche che aiutano la competitività. La politica deve premiare chi investe. L’obiettivo deve essere più crescita meno debito per più lavoro». Sul tema delle infrastrutture il presidente ha aggiunto che «non sono una questione dei poteri forti e degli industriali, ma sono una questione di inclusione sociale».

«Il nostro rapporto con governo – ha concluso il presidente - ha attraversato una prima fase difficile , una seconda in cui è partito un confronto che ha generato il decreto sbloccancantieri e il decreto crescita, che sono un passo avanti importante. Oggi siamo in una fase molto delicata. L’industria italiana vuole aiutare la politica del paese».

E.C.V.

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