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Attualità | 06 novembre 2026, 10:25

Dalla passione alla scena: a Verona il Master per chi sogna di dirigere l’opera

Aperte le candidature per il 2026/2027: un percorso accademico che intreccia studio, laboratori e assistentato nei teatri italiani e internazionali

Dalla passione alla scena: a Verona il Master per chi sogna di dirigere l’opera

Ci sono spettatori che, davanti a un’opera, non si limitano a seguire la storia: immaginano un gesto diverso, una luce, un movimento capace di dare un nuovo significato alla musica. Se ti riconosci in questo sguardo, forse è il momento di portarlo dall’altra parte del sipario.

Il Master Accademico di I livello in Regia dell’Opera Lirica del Conservatorio Statale di Musica «Evaristo Felice Dall’Abaco» di Verona, organizzato e gestito con il Polo Nazionale Artistico – Verona Accademia per l’Opera, apre le candidature per l’anno accademico 2026/2027. Annuale, in lingua italiana e articolato in 60 crediti formativi accademici, il percorso rilascia un titolo legalmente riconosciuto e si propone di formare assistenti alla regia e registi del teatro d’opera. Il coordinamento è affidato al prof. Francesco Bellotto.

Imparare a dare forma alla musica

Una visione artistica ha bisogno di strumenti per diventare teatro. Il Master mette in dialogo l’analisi del testo drammatico-musicale con la progettazione dell’azione scenica: dalla lettura della partitura alla direzione dei cantanti, dal rapporto con il maestro concertatore al lavoro con scenografi, costumisti e professionisti della luce.

La prima fase, prevista da gennaio a maggio 2027, comprende 360 ore di lezioni e attività storico-teoriche e tecnico-pratiche. I laboratori di regia si svolgono con il supporto di cantanti professionisti e accompagnatori al pianoforte o al clavicembalo: un’occasione per mettere alla prova le proprie idee attraverso il confronto e il lavoro concreto.

A raccontare la varietà di questo approccio sono anche i docenti delle edizioni 2025 e 2026: fra gli altri, Stefano Vizioli, Deda Cristina Colonna, Alessio Pizzech e Filippo Tonon per i laboratori di regia, Luca Zoppelli per la drammaturgia musicale e Stefania Bonfadelli per il laboratorio dedicato a voce e regia. Nomi che illustrano il percorso degli ultimi anni, senza costituire un elenco già confermato per la nuova edizione.

Il teatro come luogo di formazione

Il percorso non si ferma all’aula. La seconda fase prevede almeno 250 ore di stage, da giugno 2027 in avanti, durante le quali gli allievi possono sperimentare il lavoro di assistenza alla regia nelle istituzioni ospitanti. Seguire una produzione significa misurarsi con tempi, esigenze e relazioni professionali: il passaggio in cui le conoscenze acquisite incontrano la pratica del palcoscenico.

Tra i teatri e i festival convenzionati indicati nella presentazione del Master figurano Arena di Verona, Teatro alla Scala, Teatro La Fenice, Teatro dell’Opera di Roma, Rossini Opera Festival, Teatro Real di Madrid e Festival d’Aix-en-Provence, accanto a numerose altre istituzioni italiane e internazionali. Le sedi e i periodi degli stage vengono definiti in base alle disponibilità delle istituzioni; gli stage non sono retribuiti.

È questa connessione fra formazione e produzione artistica uno dei motivi per scegliere il Master: non una promessa di impiego, ma la possibilità di costruire esperienza, affinare il proprio sguardo e comprendere dall’interno il lavoro a cui si aspira.

Un progetto originale, una voce da sviluppare

La prova finale consiste nella presentazione e discussione di un progetto di regia originale, redatto in italiano. Un traguardo che invita ciascun allievo a trasformare studio e sperimentazione in una proposta personale, motivata e consapevole.

Le attività a Verona sono programmate indicativamente per circa due settimane al mese nel periodo gennaio–maggio, con giornate concentrate e preferenza dal mercoledì al sabato, salvo variazioni. È richiesta una frequenza minima del 70% in ciascuna delle due fasi: un impegno da pianificare con attenzione, per vivere pienamente il percorso.

A chi si rivolge

Possono candidarsi i titolari di una laurea triennale o magistrale, di un diploma accademico di I o II livello o di un titolo equipollente. È consigliata una preparazione musicale che permetta di orientarsi nella partitura o nella riduzione per canto e pianoforte: non è necessario saperla eseguire cantando o suonando. In assenza di questa competenza, la commissione può valutare la prescrizione di un corso di lettura dedicato.

La selezione prevede un colloquio conoscitivo sul profilo del candidato, sulle motivazioni e sugli interessi artistici e culturali. Per chi desidera avvicinarsi alla regia lirica, è l’occasione di presentare non soltanto il proprio curriculum, ma anche la direzione in cui vuole far crescere il proprio lavoro.

Il prossimo passo: candidarsi

La scadenza indicata per l’invio delle domande è il 13 novembre 2026. La candidatura va trasmessa a protocollo@conservatorioverona.it, con modulo di domanda, autocertificazione dei titoli o titoli autenticati per i candidati stranieri, curriculum in formato europeo, copia di un documento d’identità e ricevuta del pagamento della quota di ammissione.

La quota di ammissione indicata è di 100 euro, tramite PagoPA; il contributo di frequenza è di 3.600 euro, rateizzabile in due tranche da 1.800 euro. L’eventuale attivazione di borse di studio e premi è soggetta alle condizioni e alle decisioni annuali previste dal Master e non è automaticamente garantita.

Per la modulistica, le modalità di pagamento e tutte le condizioni di partecipazione, consulta la documentazione del bando. Puoi approfondire il percorso anche nella pagina ufficiale del Master.

Se desideri dare una forma scenica alle tue idee e fare della passione per l’opera un percorso di formazione concreto, questo è il momento di metterti in gioco. Il primo passo non è il debutto: è la candidatura.

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