I Carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Novara hanno eseguito un'ordinanza di misure cautelari personali nei confronti di quattro persone, gravemente indiziate di corruzione.
Il provvedimento, emesso dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale locale su richiesta della Procura della Repubblica di Novara, dispone gli arresti domiciliari e la sospensione dalle funzioni pubbliche per tre dipendenti della struttura territoriale di Anas. Contestualmente, la misura degli arresti domiciliari e l'interdizione temporanea dall'esercizio della professione e da cariche societarie è stata applicata a un architetto, già socio di uno studio di architettura, urbanistica e masterplanning con sede a Milano.
Le indagini, sviluppatesi dal 2022 a oggi a seguito di una trasmissione di atti dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Torino alla Procura di Novara, hanno ipotizzato l'esistenza di un presunto sistema corruttivo nel territorio novarese. Secondo l'impianto accusatorio, i tre pubblici ufficiali avrebbero asservito le proprie funzioni per favorire le procedure amministrative curate dal professionista indagato, finalizzate alla realizzazione di opere viarie a servizio di importanti poli logistici e commerciali.Gli accertamenti documentano presunti iter burocratici accelerati e la condivisione di informazioni riservate per il rilascio di pareri autorizzativi e convenzioni, interessando specifici progetti infrastrutturali nei Comuni di Novara (Centro Interportuale Merci, Corso Vercelli, Borgo di Agognate, Progetto T9), Cameri (svincoli del polo logistico) e Trecate (Statale 11).
In cambio di tali agevolazioni, i pubblici ufficiali avrebbero accettato la promessa e la dazione di denaro contante, arredi e dispositivi tecnologici, per un valore complessivo stimato in circa 97.000 Euro.L'impianto probatorio si fonda su intercettazioni, pedinamenti e rigorose analisi forensi sui dispositivi informatici. Nel corso delle perquisizioni, i militari hanno rinvenuto e sequestrato documentazione utile, supporti di memoria e contanti ritenuti presunto provento del reato. Accogliendo le richieste della Procura, il Gip ha inoltre emesso decreti di sequestro preventivo finalizzati alla confisca per equivalente delle utilità indebitamente percepite, per un ammontare proporzionato al presunto coinvolgimento di ciascun tecnico dell'ente.
L’operazione odierna testimonia il costante impegno dell’Arma dei Carabinieri nella tutela della legalità e della trasparenza della Pubblica Amministrazione, a presidio del corretto sviluppo economico del territorio.Si precisa che il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari. Gli indagati sono da considerarsi presunti innocenti fino a un’eventuale sentenza definitiva di condanna e le misure cautelari sono state adottate sulla base degli attuali elementi di prova, che dovranno essere sottoposti al vaglio dibattimentale.














