ROMA (ITALPRESS) - Un regolamento europeo per contrastare la crisi abitativa, ma in Italia costruttori e agenti immobiliari frenano. Lo riporta idealista/news, testata del portale idealista, spiegando che la Commissione europea ha presentato il 9 settembre l'Affordable Housing Act, proposta con cui l'Unione vuole rafforzare la capacità di Stati membri e amministrazioni locali di intervenire soprattutto nei territori in cui la domanda supera ampiamente l'offerta. Il testo fa parte del Piano europeo per l'edilizia abitativa accessibile, presentato a dicembre 2025, e riguarda famiglie a basso reddito, giovani, studenti, lavoratori e ceto medio.Il regolamento, si legge nell'analisi, "fissa criteri comuni per individuare le aree a forte pressione abitativa e offre alle amministrazioni un quadro più chiaro per valutare eventuali restrizioni su affitti brevi, seconde case e immobili sfitti. Le misure dovranno essere giustificate dalle condizioni locali e rispettare i principi di necessità, proporzionalità e non discriminazione. A esso si affianca una raccomandazione che punta ad aumentare l'offerta di alloggi accessibili, sociali e per studenti, con un uso più efficiente dei terreni, il recupero degli edifici esistenti, procedure urbanistiche più semplici e un maggiore impiego di risorse europee e nazionali".In Italia la proposta, assegnata alle commissioni il 22 settembre, è all'esame della Commissione Politiche Ue del Senato, dove sono state ascoltate Ance, Fimaa Italia- Confcommercio e Fiaip. Il presidente dell'Ance, Antonio Ciucci, ha definito il regolamento "una risposta prematura e inadeguata", sottolineando il forte disallineamento tra domanda e offerta di case. Per Alessandro Simonetto, vicepresidente di Fimaa, gli obiettivi sono condivisibili ma le misure sono "del tutto sproporzionate", basate su criteri "eccessivamente ampi e automatici" e senza considerare le specificità del mercato italiano. Il presidente di Fiaip, Fabrizio Segalerba, ha chiesto che l'Italia sostenga il ritiro o una profonda revisione del testo, ricordando che nel Paese "convivono milioni di abitazioni non occupate con una forte carenza di offerta nelle aree metropolitane. La funzione sociale della proprietà non può trasformarsi nell'obbligo del proprietario di destinare il proprio bene all'utilizzo che la politica ritiene preferibile", conclude il presidente Fiaip."L'impatto potrebbe farsi sentire soprattutto nelle grandi città e nelle località turistiche, ma molto dipenderà anche dalle politiche nazionali. La proposta deve ancora completare l'iter europeo, con il confronto tra Parlamento e Consiglio, e il testo finale potrebbe cambiare - conclude idealista/news -. Non si tratta di una legge già approvata, nè di un provvedimento che introduce automaticamente tetti agli affitti o divieti generalizzati delle locazioni turistiche".- foto Ipa Agency -(ITALPRESS).
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