La sospensione del servizio pediatrico del sabato a Novara continua a far discutere. Giovedì 8 ottobre, durante una riunione della VII Commissione comunale Sanità e Salute Pubblica, sono state affrontate le ragioni che hanno portato alla chiusura del PAPT (Punto di assistenza pediatrica territoriale) dal 1° ottobre 2026 e le possibili soluzioni per garantire la continuità delle cure ai bambini.
Al centro del confronto, le preoccupazioni delle famiglie, che hanno raccolto 3.598 firme attraverso una petizione per chiedere il mantenimento del servizio, attivo da circa dieci anni.
La seduta, presieduta da Ezio Romano, presidente della Commissione, ha visto la partecipazione di 20 consiglieri comunali e dei vertici dell'Asl: il direttore generale Angelo Penna, il direttore amministrativo Gianluca Corona, il direttore sanitario Francesco D'Aloia e il direttore del Distretto urbano di Novara Giampiero Masoero. Presente anche l'assessore comunale Teresa Armienti, mentre il sindaco Alessandro Canelli era impegnato a Roma. Assenti i pediatri.
Le ragioni dell'Asl: carenza di personale e accordi regionali
Nel corso della riunione, il direttore generale Angelo Penna ha illustrato le principali criticità che hanno determinato la sospensione del servizio.
La prima riguarda l'attuale Accordo Integrativo Regionale (AIR), che non prevede il mantenimento del PAPT e punta invece sullo sviluppo delle Aggregazioni Funzionali Territoriali (AFT) e delle Case della Comunità.
Secondo quanto spiegato dall'Asl, i pediatri di libera scelta sono professionisti convenzionati e non dipendenti dell'Azienda sanitaria, circostanza che limita la possibilità di imporre loro turni aggiuntivi.
L'Asl aveva proposto di proseguire il servizio pediatrico del sabato fino al 30 aprile 2027, mantenendo le stesse condizioni economiche, ma la proposta non è stata accolta dai pediatri.
Penna ha precisato che la sospensione non dipende da problemi economici, bensì dalle difficoltà organizzative e dalle disposizioni previste dagli accordi regionali.
A pesare è anche la carenza di personale. Attualmente i pediatri convenzionati nell'Asl sono 30, distribuiti nei distretti di Novara, Borgomanero e Galliate.
Nel distretto novarese, nove pediatri hanno già raggiunto il numero massimo di assistiti, mentre soltanto tre dispongono ancora di posti. Il pensionamento, avvenuto il 30 settembre, di due pediatre comporta inoltre la necessità di ridistribuire circa 1.600 bambini tra i professionisti disponibili, anche attraverso l'aumento dei massimali.
Una situazione che, secondo l'Azienda sanitaria, rende particolarmente difficile organizzare ulteriori turni il sabato.
Case della Comunità e AFT: il nuovo sistema non è ancora operativo
Un altro punto centrale del confronto ha riguardato i tempi di attivazione delle nuove strutture territoriali.
Il modello delle AFT pediatriche, avviato a settembre, prevede una copertura assistenziale dalle 8 alle 20 dal lunedì al venerdì. L'obiettivo indicato dall'Asl è arrivare a una piena organizzazione del servizio entro la fine dell'anno.
Attualmente, però, il sistema non risulta ancora completamente operativo. Anche le Case della Comunità, pur essendo in buona parte completate dal punto di vista strutturale, devono ancora raggiungere la piena funzionalità per quanto riguarda l'assistenza pediatrica.
Secondo quanto riferito durante la Commissione, soltanto due pediatri risultano attualmente inseriti nelle Case della Comunità di Galliate e Trecate.
Il sabato, nel frattempo, rimane disponibile il servizio di continuità assistenziale, comunemente chiamato Guardia Medica, ma senza una specifica presenza pediatrica.
Proprio questa fase di transizione rappresenta una delle maggiori preoccupazioni espresse dai genitori, che temono di dover ricorrere al Pronto Soccorso anche per problemi che potrebbero essere affrontati attraverso un'assistenza pediatrica territoriale.
Le preoccupazioni delle famiglie e dei consiglieri
Ad aprire il confronto è stato Claudio Ardizio, portavoce delle famiglie, che ha ribadito la necessità di garantire un servizio pediatrico anche nella giornata di sabato, almeno fino all'effettiva entrata in funzione del nuovo modello organizzativo.
Tra le proposte avanzate anche il possibile coinvolgimento di pediatri in pensione disponibili a collaborare. L'Asl ha tuttavia evidenziato i limiti previsti dagli accordi nazionali, che non consentirebbero a questi professionisti di svolgere i turni nelle modalità richieste.
Nel dibattito sono intervenuti diversi consiglieri comunali.
Iacopino ha sottolineato la dimensione politica e regionale della vicenda, chiedendo una revisione dell'accordo che disciplina l'assistenza pediatrica.
Pirovano ha ricordato come il PAPT registrasse mediamente tra i 10 e i 20 accessi ogni sabato nelle due sedi di Novara e Borgomanero, rappresentando un'alternativa al Pronto Soccorso per numerose famiglie.
Elisa Ardizio ha chiesto chiarimenti sui tempi effettivi di attivazione delle Case della Comunità, evidenziando le difficoltà delle famiglie che, nell'attesa, rischiano di dover ricorrere a visite private.
Alessandra Cominetti ha invece sollevato il problema della differenza tra l'assistenza garantita agli adulti e quella disponibile per i bambini nei fine settimana.
Anche Paladini e Nieli hanno espresso preoccupazione per la carenza di pediatri e per le conseguenze della sospensione del servizio, chiedendo interventi organizzativi e istituzionali.
Le richieste: ripristino temporaneo e revisione dell'accordo regionale
Al termine del confronto, i rappresentanti delle famiglie hanno ribadito la necessità di individuare una soluzione che consenta di superare l'attuale situazione.
La prima richiesta è il ripristino del PAPT, o di un servizio equivalente, fino al 30 aprile 2027, come misura transitoria in attesa di un'organizzazione stabile dell'assistenza pediatrica territoriale, comprensiva anche dei fine settimana.
Le famiglie chiedono inoltre una revisione urgente dell'Accordo Integrativo Regionale, con un calendario preciso per l'attivazione delle AFT e delle Case della Comunità.
Tra le altre richieste figurano la pubblicazione dei dati relativi agli accessi al PAPT e al Pronto Soccorso pediatrico, la convocazione della IV Commissione regionale e l'istituzione di tavoli permanenti di confronto tra Regione, Asl, pediatri, Comuni e rappresentanti dei genitori.
Nel documento presentato viene inoltre richiamato il modello organizzativo adottato in Lombardia, indicato dai promotori della petizione come possibile riferimento per migliorare la continuità assistenziale pediatrica.
Alla mobilitazione è arrivato anche il sostegno del Comitato Genitori Montani Disagiati della Val di Susa, a conferma di come le difficoltà nell'accesso all'assistenza pediatrica riguardino anche altri territori piemontesi.
Il nodo resta l'assistenza pediatrica nel fine settimana
Dalla riunione emerge una questione ancora aperta: mentre l'Asl richiama i vincoli normativi e la carenza di professionisti, le famiglie chiedono che venga garantita una risposta concreta durante il periodo di transizione verso il nuovo sistema territoriale.
Il timore è che la sospensione del PAPT, senza un'alternativa pediatrica già funzionante, possa aumentare il ricorso al Pronto Soccorso e le difficoltà per i genitori.
La richiesta dei promotori della petizione è che ogni bambino possa ricevere un'adeguata valutazione pediatrica durante tutta la settimana, senza che le famiglie siano costrette a scegliere tra lunghe attese in ospedale, spostamenti o visite private.
La questione passa ora anche al livello regionale, chiamato a valutare le richieste di modifica dell'organizzazione dell'assistenza pediatrica territoriale.
Parole chiave: Novara, pediatria, PAPT, Asl Novara, assistenza sanitaria
Articolo elaborato sulla base del resoconto della riunione dell'8 ottobre 2026, redatto dai rappresentanti delle famiglie. Le valutazioni e le richieste riportate sono attribuite ai rispettivi soggetti.














