“Questa mattina ho avuto un colloquio telefonico con il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, dal quale ho raccolto la disponibilità del Mimit a mettere in campo ogni strumento necessario per sostenere una soluzione industriale e occupazionale, nell’ambito del tavolo nazionale sulla vertenza già attivo presso il Ministero del Lavoro, in coordinamento con il Mimit. Il nostro obiettivo è quello di individuare al più presto soluzioni concrete che consentano di salvaguardare il maggior numero possibile di posti di lavoro e, al tempo stesso, garantire una prospettiva industriale allo stabilimento”. Lo ha detto Gaetano Nastri, senatore novarese e questore di Palazzo Madama, nel corso di una riunione informale tenuta oggi al Senato con i rappresentanti territoriali, regionali e nazionali di Uiltec e Femca, durante la quale sono state esaminate le principali criticità della vertenza e le proposte dei lavoratori. All’incontro hanno partecipato Alessandro Casellato, segretario regionale Uiltec Piemonte; Maria Luisa Mauceri, segretaria generale territoriale Uiltec Novara Vco; Massimo Olivini, segretario Uiltec Novara Vco e Rsu Radici Chimica; Giuseppe Ciccia, segretario Uiltec Novara Vco e Rsu Radici Chimica; Vincenzo De Matteo, Rsu Radici Chimica; Davide Tilocca, segretario nazionale Femca Cisl Piemonte; Caterina Viscuso, segretaria generale Femca Cisl Piemonte Orientale.
All’incontro ha partecipato anche il senatore Franco Zaffini, presidente della Commissione Lavoro del Senato, che ha assicurato la massima disponibilità a seguire la vicenda e a favorire la ricerca di soluzioni a tutela dell’occupazione. Nastri ha inoltre avuto un confronto con l’assessore al Lavoro della Regione Piemonte, Maurizio Marrone, che ha confermato la piena disponibilità della Regione a partecipare al tavolo e ad attivare, nell’ambito delle proprie competenze, gli strumenti di politica attiva del lavoro utili a favorire la ricollocazione dei lavoratori e a individuare percorsi occupazionali alternativi. “Vogliamo lavorare in stretto raccordo con il Governo, la Regione, le organizzazioni sindacali, l’azienda e il sistema produttivo del territorio. Dietro i numeri di questa crisi ci sono persone e famiglie che stanno vivendo una fase di forte preoccupazione e incertezza. Le istituzioni hanno il dovere di accompagnarle con risposte concrete. La cessazione delle attività legate alla produzione di acido adipico ha un impatto occupazionale rilevante: su 288 dipendenti, il piano dell’azienda ha inizialmente individuato 140 posizioni in esubero, successivamente ridotte a 136 a seguito di quattro dimissioni. Non possiamo - ha sottolineato - affrontare 136 esuberi come se fossero un dato indistinto. Occorre una valutazione individuale delle posizioni, che tenga conto delle professionalità e delle competenze acquisite, delle mansioni svolte, delle possibilità di ricollocazione interna o presso altre realtà produttive, nonché della situazione anagrafica e contributiva e della distanza dalla maturazione dei requisiti pensionistici. Un’attenzione particolare va riservata ai lavoratori con più di 50 anni, per i quali il reinserimento nel mercato del lavoro può risultare più difficile. Vanno inoltre verificate tutte le possibilità di ricollocazione all’interno dello stabilimento, anche negli impianti che restano operativi. Per le posizioni che non possono trovare soluzione nel sito, occorre attivare percorsi di ricollocazione esterna, valorizzando le competenze disponibili in relazione ai fabbisogni professionali delle imprese del territorio e facendo pieno ricorso agli ammortizzatori sociali previsti”.
Secondo i sindacati, la gestione degli esuberi è soltanto una parte della questione. “All’azienda - affermano - chiediamo serietà e chiarezza sul piano industriale. Occorre conoscere gli investimenti programmati, le produzioni previste, i relativi livelli occupazionali e il ruolo assegnato allo stabilimento di Novara nel medio e lungo periodo, anche alla luce della permanenza della produzione di poliammide 66. La chimica è un comparto strategico per il nostro territorio e per l’intero sistema industriale nazionale: difendere questi insediamenti significa salvaguardare posti di lavoro e competenze altamente specializzate, ma anche filiere produttive essenziali per la competitività e l’autonomia industriale del Paese. Per questo la vertenza di Novara ha una rilevanza che va oltre i confini locali e richiede una risposta anche a livello nazionale. Non è possibile chiedere sacrifici ai lavoratori senza presentare contestualmente una prospettiva industriale credibile e verificabile”. “L’obiettivo – conclude Nastri – è arrivare al tavolo nazionale entro la fine di ottobre con tutti gli elementi necessari per affrontare la vertenza nel merito. La disponibilità del ministro Urso, del presidente Zaffini e dell’assessore Marrone permette alle istituzioni di agire insieme. Continuerò a seguire personalmente la vertenza, al fianco dei lavoratori e delle loro famiglie”.














