Patto per il Nord Novara e Provincia torna nuovamente sul tema della sicurezza alla luce della richiesta avanzata dal sindaco Alessandro Canelli di estendere anche a Novara l'operazione “Strade Sicure,” con l'impiego di militari per il presidio del territorio. La richiesta è stata sostenuta dalla Lega nell'ambito di una proposta nazionale. La domanda nasce spontanea: che fine ha fatto il “non esiste un caso stazione” sostenuto nel 2025 dall'assessore alla Sicurezza?
Allora il problema veniva ricondotto anche alla “sicurezza percepita,” nonostante la stessa Amministrazione definisse la stazione una zona sensibile e vi mantenesse un presidio quotidiano della Polizia Locale, con centinaia di controlli e numerosi interventi.
Nel frattempo, per “far rivivere” piazza Garibaldi, si è puntato anche su lumache colorate, fiori e installazioni artistiche. Iniziative che possono certamente contribuire al decoro, ma che non possono sostituire una politica di sicurezza.
Poi sono arrivati i fatti.
Nel giugno 2026 la Prefettura di Novara ha istituito una zona a vigilanza rafforzata proprio nell'area della stazione, indicando espressamente fenomeni di degrado urbano, microcriminalità, spaccio di stupefacenti e condotte moleste.
Oggi il sindaco, esponente della Lega-Salvini Premier, chiede addirittura l'impiego dei militari, sostenendo che a Novara occorra un maggiore presidio del territorio.
Dalla “Percezione” alla richiesta dei militari : è difficile non vedere una profonda contraddizione. Prima non esisteva un “caso stazione.” Poi era soprattutto una questione di percezione. Poi la Prefettura ha istituito una zona a vigilanza rafforzata. E oggi l'Amministrazione chiede i militari.
A questo punto non è Patto per il Nord a dover cambiare versione: sembra essere l'Amministrazione ad aver cambiato narrazione e, forse, finalmente si è smascherata da sola.













