Il Piemonte figura tra i territori maggiormente colpiti dal fenomeno della desertificazione bancaria a livello nazionale. Secondo un'analisi condotta da CNA, il 65,8% dei municipi regionali non dispone di uno sportello bancario, dato che posiziona il Piemonte al quarto posto in Italia dopo Molise, Calabria e Valle d'Aosta. Nei centri piemontesi privi di filiali risiedono 665mila cittadini e lavorano 48.300 imprese, con una criticità che incide principalmente sulle aree interne e sui piccoli centri. A livello provinciale emerge in modo particolare il dato della provincia di Torino, che conta 19.706 imprese situate in comuni sprovvisti di un presidio bancario, il numero più alto rilevato in tutta Italia.
Il quadro regionale mostra una forte disomogeneità interna. Pur vedendo alcune zone ai vertici nazionali per densità di filiali rispetto agli abitanti, la copertura effettiva rimane frammentata nei singoli enti locali. La provincia di Cuneo, quarta in Italia per numero di sportelli ogni 100mila abitanti, conta una presenza bancaria in 104 comuni su 247. Una situazione analoga si registra nella provincia di Asti, quinta nella graduatoria nazionale per densità, dove il servizio è attivo in 47 dei 117 municipi complessivi.
"La banca – dichiara il presidente di CNA Piemonte, Giovanni Genovesio – non è soltanto il luogo dove si apre un conto corrente. Per una piccola impresa rappresenta un interlocutore che conosce il territorio, comprende i progetti imprenditoriali e accompagna gli investimenti. La progressiva chiusura degli sportelli rischia di indebolire questo rapporto di fiducia e di lasciare senza punti di riferimento migliaia di imprese, proprio nei territori più fragili e periferici"
Nel complesso della penisola la riduzione degli sportelli nell'ultimo decennio è stata del 36,7%, con la chiusura di oltre 11mila filiali, mentre i comuni privi di una banca sono saliti da 2.251 a 3.456. Oggi quasi 4,8 milioni di cittadini vivono in comuni senza filiali e oltre 310 mila imprese, nelle quali lavorano circa 933 mila addetti, operano in territori completamente privi di servizi bancari.
"La trasformazione digitale – aggiunge il segretario regionale di CNA Piemonte, Delio Zanzottera – rappresenta certamente un’opportunità, ma non può tradursi in una progressiva ritirata dai territori. Nei piccoli comuni vivono imprenditori, artigiani, famiglie e molti anziani che continuano ad avere bisogno di un rapporto diretto con la banca. La presenza fisica di una filiale significa accesso al credito, consulenza, accompagnamento agli investimenti e presidio sociale. Rinunciare a tutto questo significa aumentare le disuguaglianze territoriali e rendere ancora più difficile fare impresa nelle aree interne".
Per CNA Piemonte è necessario aprire un confronto con il sistema bancario, le istituzioni regionali e gli organismi di vigilanza affinché la digitalizzazione dei servizi sia accompagnata dal mantenimento di un’adeguata presenza sul territorio.
"L’innovazione – concludono Genovesio e Zanzottera – non può essere sinonimo di arretramento. Servono modelli organizzativi nuovi, ma capaci di garantire prossimità, ascolto e sostegno alle imprese. La competitività del Piemonte passa anche dalla possibilità, per imprenditori e cittadini, di continuare ad avere una banca vicina, soprattutto nei territori che più soffrono lo spopolamento e la marginalizzazione".














