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Attualità | 08 luglio 2026, 19:00

Novara, polemica sul fotovoltaico di nòva: "La prescrizione sui pannelli dimezza l’energia prodotta"

L’associazione contesta l’obbligo di utilizzare moduli colorati per la Palazzina Caretto: "Con lo stesso investimento pubblico si potrebbe ottenere il doppio della potenza energetica"

Novara, polemica sul fotovoltaico di nòva: "La prescrizione sui pannelli dimezza l’energia prodotta"

L’associazione nòva chiede alla Soprintendenza di rivedere una prescrizione relativa al cantiere di riqualificazione della Palazzina Caretto di Novara, sostenendo che l’obbligo di installare pannelli fotovoltaici di colore assimilabile al tetto comprometterebbe in modo significativo l’efficienza energetica dell’edificio.

Secondo quanto illustrato in un comunicato, la prescrizione imporrebbe l’utilizzo di pannelli di colore rosso anziché dei tradizionali moduli neri. Una scelta che, a parità di risorse economiche investite, consentirebbe di installare un impianto da 38,5 kWp invece dei 74,11 kWp che sarebbe possibile realizzare con pannelli standard.

Il progetto interessa la Palazzina Caretto, ex edificio comando della caserma Passalacqua, oggi sede del centro culturale e di innovazione sociale nòva. L'intervento, finanziato dal Comune di Novara nell'ambito di un Partenariato Speciale Pubblico-Privato e seguito dall'Ufficio tecnico comunale, comprende opere di efficientamento energetico come cappotto termico, nuovi serramenti, impianti completamente elettrici e sistema di raccolta delle acque piovane.

Secondo il presidente dell'associazione, Mattia Anzaldi, la prescrizione contestata rappresenta l'unico punto sul quale nòva non intende adeguarsi. «Con gli stessi soldi pubblici i pannelli imposti producono la metà dell'energia. In un momento in cui l'emergenza climatica dovrebbe guidare le scelte delle istituzioni, questa decisione appare anacronistica», afferma.

L'associazione stima che la minore potenza installata comporterebbe una perdita di circa 46 mila chilowattora di energia pulita all'anno, con un mancato risparmio economico superiore agli 11 mila euro annui e maggiori emissioni di anidride carbonica.

Nel comunicato viene inoltre evidenziato come tutte le altre prescrizioni formulate dalla Soprintendenza siano state accolte durante il cantiere, pur avendo comportato costi aggiuntivi e modifiche progettuali. La contestazione riguarda esclusivamente il vincolo sul colore dei pannelli, ritenuto sproporzionato rispetto all'interesse pubblico legato alla produzione di energia da fonti rinnovabili.

A sostegno della propria posizione, nòva richiama anche alcuni orientamenti del Consiglio di Stato, secondo cui la produzione di energia da fonti rinnovabili costituisce un interesse pubblico primario che deve essere bilanciato con la tutela del patrimonio storico e paesaggistico. L'associazione cita inoltre studi internazionali secondo i quali la visibilità degli impianti fotovoltaici favorirebbe la diffusione di nuove installazioni, contribuendo ad accelerare la transizione energetica.

Per questi motivi nòva chiede che venga autorizzata l'installazione di pannelli fotovoltaici neri standard, ritenendo che questa soluzione permetterebbe di completare il percorso di efficientamento energetico senza ridurre la produzione di energia e senza aumentare il costo a carico della collettività.

comunicato stampa a.f.

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