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Sanità | 01 luglio 2026, 12:00

Apre l'Ospedale di Comunità al San Giuliano

Dopo Arona entra in funzione il secondo a Novara. Entro l'estate previsti altri 40 posti letto tra Novara e Borgomanero, per un totale di 63

Apre l'Ospedale di Comunità al San Giuliano

Prosegue il potenziamento della sanità territoriale nel Novarese con l'apertura del secondo Ospedale di Comunità dell'Asl Novara. Da oggi, mercoledì 1° luglio, è infatti operativo il nuovo servizio all'interno del Presidio Ospedaliero "San Giuliano" di Novara, in viale Piazza d'Armi, nei locali concessi in comodato d'uso gratuito dall'Azienda Ospedaliero Universitaria Maggiore della Carità.

La nuova struttura mette a disposizione 11 posti letto, che si aggiungono ai 12 già attivi ad Arona, portando a 23 il numero complessivo dei posti disponibili negli Ospedali di Comunità della provincia.

Il percorso di sviluppo proseguirà entro la fine dell'estate con l'attivazione di altri 20 posti letto nell'ex Istituto Bermani di Novara e di ulteriori 20 posti nella sede Asl di via Gozzano a Borgomanero. A regime saranno quindi disponibili 63 posti letto, di cui 32 nel Distretto Nord e 31 nel Distretto di Novara.

L'Ospedale di Comunità è destinato ai pazienti che non necessitano di un ricovero ospedaliero per acuti, ma che non possono ancora essere assistiti esclusivamente a domicilio. Si rivolge, ad esempio, ad anziani fragili, persone dimesse dall'ospedale ancora non autonome, pazienti con patologie croniche riacutizzate, persone che necessitano di un monitoraggio clinico o di una riabilitazione a bassa intensità.

L'obiettivo è garantire una presa in carico più vicina al territorio, ridurre i ricoveri impropri negli ospedali e favorire la continuità assistenziale attraverso percorsi personalizzati e integrati con i servizi territoriali.

La struttura è stata realizzata grazie ai finanziamenti del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), che hanno consentito la manutenzione straordinaria dei locali e l'adeguamento degli impianti.

«L'avvio dell'Ospedale di Comunità rappresenta un passaggio fondamentale nel rafforzamento della sanità territoriale dell'Asl Novara – sottolinea il direttore del Distretto Urbano di Novara, Gianfranco Masoero –. Grazie alla collaborazione con l'Azienda Ospedaliero Universitaria Maggiore della Carità mettiamo a disposizione dei cittadini un servizio pensato per garantire continuità assistenziale e offrire risposte sempre più vicine ai bisogni delle persone fragili e delle loro famiglie».

Per Sonia Pratillo, coordinatrice infermieristica della Direzione delle Professioni Sanitarie dell'Asl Novara, il nuovo modello assistenziale punta su una presa in carico globale della persona, attraverso il lavoro integrato dell'équipe multiprofessionale, favorendo il recupero dell'autonomia e un rientro a domicilio in sicurezza.

Il direttore generale dell'Asl Novara, Angelo Penna, evidenzia come la nuova struttura rappresenti «una risposta concreta, moderna e vicina ai bisogni di salute dei cittadini», capace di offrire «la risposta giusta, nel luogo più appropriato e con tempi adeguati», valorizzando il collegamento tra ospedale e territorio.

Sulla stessa linea il direttore generale dell'Aou Maggiore della Carità, Stefano Scarpetta, che definisce l'attivazione dell'Ospedale di Comunità «il risultato di una visione condivisa della sanità», fondata sulla collaborazione tra istituzioni e sulla capacità di fare rete per offrire servizi sempre più efficaci.

Anche l'assessore regionale alla Sanità Federico Riboldi sottolinea il valore strategico dell'iniziativa: «Gli Ospedali di Comunità rappresentano uno degli elementi più innovativi della riorganizzazione della sanità piemontese, accompagnando i pazienti nella fase più delicata del percorso di cura, tra il ricovero per acuti e il rientro al domicilio. L'apertura della struttura di Novara rafforza la rete territoriale e si inserisce nel piano regionale di edilizia sanitaria da quasi 5 miliardi di euro».

comunicato stampa a.f.

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