L'ondata di caldo che sta interessando il Piemonte sta mettendo sotto pressione anche il Pronto Soccorso dell'Azienda ospedaliero-universitaria Maggiore della Carità di Novara. A denunciarlo è il NurSind Novara, che parla di una situazione "non più tollerabile", evidenziando un aumento degli accessi non accompagnato da un corrispondente rafforzamento del personale infermieristico.
Secondo il sindacato, le elevate temperature di questi giorni hanno determinato un incremento degli accessi ai Pronto Soccorso piemontesi stimato tra il 10 e il 15%, un fenomeno ritenuto prevedibile e che avrebbe richiesto un potenziamento dell'organizzazione e delle risorse.
Il NurSind sostiene invece che, al DEA del Maggiore della Carità, il servizio abbia continuato a operare sotto organico. In particolare, nella notte tra il 28 e il 29 giugno sarebbe mancato un infermiere rispetto alla dotazione prevista, situazione che si sarebbe ripetuta anche nel turno del mattino del 29 giugno e nella successiva notte tra il 29 e il 30 giugno.
Il momento più critico, secondo la ricostruzione del sindacato, si sarebbe verificato nel pomeriggio del 29 giugno quando, alle 16, nel Pronto Soccorso erano presenti 75 pazienti, di cui 27 classificati con codice arancione e 19 con codice azzurro. Una situazione che, sottolinea il NurSind, rende estremamente difficile rispettare i tempi di presa in carico previsti dagli standard assistenziali, pari a 15 minuti per i codici arancioni e a 60 minuti per quelli azzurri.
Il sindacato ricorda inoltre che il Piano aziendale di gestione del sovraffollamento del Pronto Soccorso prevede l'attivazione di misure straordinarie quando vengono superati i 55 pazienti complessivamente presenti tra triage e visita. Tra queste rientra anche il reclutamento di personale infermieristico aggiuntivo, incaricato non solo di supportare l'assistenza, ma anche di garantire un'informazione più efficace ai pazienti e ai loro familiari sui tempi di attesa e sulle condizioni cliniche.
Secondo il NurSind, nonostante la presenza di 75 pazienti, tali misure non sarebbero state attivate. Una scelta che il sindacato definisce "gravissima", perché costringerebbe gli infermieri a operare sotto una pressione insostenibile, con possibili ripercussioni sulla qualità dell'assistenza e sulla sicurezza delle cure.
Nel comunicato vengono inoltre criticate le decisioni della Direzione aziendale, accusata di non autorizzare le prestazioni aggiuntive per il personale infermieristico, nonostante la disponibilità di fondi stanziati dall'Assessorato alla Sanità della Regione Piemonte proprio per far fronte alla carenza di organico.
"Non si può continuare ad affrontare emergenze come quella di questi giorni con personale insufficiente – conclude il NurSind –. Gli infermieri stanno garantendo il servizio con professionalità e spirito di sacrificio, ma la salute dei cittadini e la sicurezza degli operatori non possono essere sacrificate per scelte organizzative ed economiche ritenute inadeguate".














