(Adnkronos) - Sprint sul nucleare e un “patto” per sburocratizzare il Paese. Dalla Nuvola all’Eur, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni si rivolge al mondo delle imprese e rilancia l’azione del governo in campo economico in vista della fine della legislatura, rivendicando i risultati raggiunti finora. Al centro dell’intervento all’assemblea di Confindustria, una visione di Europa che "faccia meno e faccia meglio", accompagnata da una forte spinta alla semplificazione normativa, al rafforzamento della competitività industriale e al sostegno a famiglie e imprese colpite dalla crisi energetica.
La premier chiede inoltre a Bruxelles un cambio di passo "politico e strategico" e sollecita l’abbandono di approcci “ideologici” su transizione ecologica e politiche economiche. Dallo stesso palco, del resto, il numero uno di Confindustria Emanuele Orsini aveva a sua volta lanciato un appello alla Ue, definendo il caro energia una “minaccia esistenziale”.
Nel suo intervento davanti alla platea degli industriali - alla presenza del Capo dello Stato Sergio Mattarella, dei presidenti di Camera e Senato e di alcuni ministri del governo - Meloni torna a insistere sulla necessità di un cambio di passo dell’Europa, descritta come “un gigante burocratico che troppo spesso ha sacrificato competitività, crescita, visione strategica a ideologismi e tecnocrazia”. Da qui il pressing per una svolta sul fronte della competitività, perché “è impossibile chiedere alle nostre imprese di correre sui mercati globali se noi siamo i primi a frenarla con meccanismi burocratici infernali”. La premier giudica inoltre "non sufficienti" i pacchetti omnibus europei attualmente in discussione e rimarca il lavoro dell’Italia in sede comunitaria, spiegando come il governo stia collaborando con il cancelliere tedesco Friedrich Merz “per disboscare la giungla normativa che in questi decenni si è stratificata”.
La presidente del Consiglio esalta il rapporto costruito con Confindustria in questi anni, parlando di una “piccola grande rivoluzione” nel metodo di confronto tra governo e imprese. "Abbiamo dimostrato che anche quando si parte da posizioni diverse ci si può a un certo punto scoprire una squadra se l’obiettivo che si persegue è lo stesso", prosegue.
Ampio spazio nel suo intervento al tema energetico. Meloni conferma la volontà dell’esecutivo di procedere “speditamente sulla strada per il ritorno dell’energia nucleare in Italia”, puntando “sulle tecnologie più innovative con mini reattori modulari sicuri e puliti". Secondo la premier, "la ripresa della produzione nucleare in Italia è un obiettivo alla nostra portata” e “può rappresentare una svolta per la nostra competitività". L’intento del governo è arrivare all’approvazione della legge delega entro la fine dell’estate.
Parallelamente, Palazzo Chigi sollecita Bruxelles a concedere maggiore flessibilità sugli investimenti necessari per far fronte alla crisi energetica, allargando il ragionamento anche oltre il perimetro della difesa. “Se oggi non aiutiamo le famiglie e le imprese a superare l’impatto di una crisi che è significativa, rischiamo che domani non ci sia più niente da difendere in questa nazione”, avverte Meloni.
“Non si tratta di essere autorizzati a fare nuovo debito a livello nazionale, si tratta di adottare al meglio quello che è già previsto. Puro e semplice buon senso”, afferma la leader di Fdi, riferendosi alla richiesta italiana di estendere la National Escape Clause anche agli interventi per sostenere famiglie e imprese colpite dalle conseguenze della crisi iraniana e della chiusura dello Stretto di Hormuz. La premier torna infine a criticare “l’approccio irragionevole alla transizione ecologica” che ha caratterizzato la stagione del Green Deal, accusato di aver “finito per impoverire i nostri sistemi produttivi, compromettere alcuni settori industriali e consegnarci a nuove dipendenze”.
Sul fronte interno, Meloni rilancia con forza il tema della semplificazione amministrativa e propone a Confindustria “un cantiere comune per arrivare a una riforma radicale della burocrazia in Italia”. La premier sottolinea inoltre i risultati della Zes unica per il Mezzogiorno e conferma la volontà di estendere i relativi meccanismi di semplificazione a tutto il territorio nazionale. In chiusura, invita il mondo produttivo a condividere “il tempo del coraggio” e delle scelte, richiamando Virgilio con il monito: “Sic itur ad astra”, “così si sale alle stelle”.
Se gli industriali accolgono con favore - tra gli applausi - le parole della premier, dall’universo sindacale arriva invece la voce critica del segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, che a margine dell’assemblea punta il dito sul tema salariale: “Il presidente di Confindustria ha detto che i salari sono bassi, ma non come fare ad alzarli. E la presidente del Consiglio non ha parlato del tema. Questo è un problema perché l’aumento dei salari è un tema fondamentale”.














