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Attualità | 15 maggio 2026, 08:40

Al via nel territorio il progetto “La musica che ci manca” del Cisa Ovest Ticino

Un laboratorio inclusivo tra musica, voce e relazione coinvolge persone con disabilità, operatori e giovani del servizio civile nei Centri del consorzio

Al via nel territorio il progetto “La musica che ci manca” del Cisa Ovest Ticino

È partito ufficialmente sul territorio il progetto “La musica che ci manca”, una delle azioni previste nell’ambito dell’iniziativa più ampia “La bellezza di ciò che manca”, promossa dal Consorzio per la gestione dei Servizi socio-assistenziali dell’Ovest Ticino (Cisa Ovest Ticino) grazie al contributo ottenuto con la partecipazione al bando “Vivomeglio” 2025 della Fondazione Crt.

Dopo il primo incontro svoltosi lo scorso mese a Torino, che ha coinvolto le persone con disabilità dei Centri Sth di Galliate e Trecate e del “C’entro” di Recetto, il percorso è proseguito al Centro Sth di Galliate, dove si è tenuto un laboratorio che ha riunito 28 partecipanti tra utenti, educatori, operatori socio-sanitari e giovani del servizio civile provenienti dai centri afferenti al consorzio.

L’iniziativa ha proposto un’esperienza collettiva centrata su musica, voce, ascolto, ritmo e relazione, con l’obiettivo di valorizzare la partecipazione di ciascuno attraverso un linguaggio creativo e accessibile.

A guidare il gruppo sono stati i musicisti Paolo Zaltron e Gabriella Cigolini di OfficinaMusiké Torino, che hanno accompagnato i partecipanti in un percorso basato sull’espressività e sulla condivisione.

Il laboratorio è stato definito dagli organizzatori come un’esperienza in cui la musica non ricerca la perfezione tecnica, ma l’autenticità, dando spazio a ogni voce e a ogni presenza.

Come sottolineato da Anna Caprino, vicedirettore e responsabile dell’Area Adulti, minori e famiglie del Cisa Ovest Ticino, insieme alla pedagogista Grazia Fallarini e a Marco Bricco di DispariTeatro, che collabora al progetto, l’attività ha permesso di creare un contesto in cui ogni partecipante ha potuto esprimersi liberamente, trovando ascolto e valorizzazione.

La giornata si è conclusa con un momento conviviale condiviso tra i partecipanti, a conferma dell’importanza anche della socialità e della relazione nella costruzione del gruppo.

a.f.

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