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Sanità | 23 aprile 2026, 19:00

Carenza infermieri al Maggiore di Novara, l’azienda: “Impegno costante per garantire l’assistenza”

Aumentano le unità in servizio, ma restano difficoltà nel reclutamento: in campo concorsi, incarichi e riorganizzazione interna

Carenza infermieri al Maggiore di Novara, l’azienda: “Impegno costante per garantire l’assistenza”

In merito alle carenze infermieristiche segnalate, l’Azienda ospedaliero-universitaria Maggiore della Carità di Novara fa sapere di essere impegnata su tutti i fronti, nel rispetto delle normative, per reclutare nuovi professionisti. Le procedure attivate includono concorsi a tempo indeterminato, avvisi a tempo determinato, incarichi libero-professionali e, solo come extrema ratio in caso di esito negativo, il ricorso a personale in somministrazione, con l’obiettivo di garantire la continuità delle prestazioni assistenziali.

Nonostante le difficoltà nel reperire infermieri – particolarmente accentuate nelle aziende sanitarie fuori dalla provincia di Torino – dal 1° gennaio 2025 al 31 marzo 2026 si registra un incremento di sette unità. Un dato che, pur non risolvendo le criticità, viene indicato come segnale dell’impegno costante dell’Azienda nel mantenere adeguati livelli di assistenza.

Per quanto riguarda i pagamenti delle prestazioni aggiuntive, l’Azienda precisa che queste vengono utilizzate per garantire i servizi necessari e sono sottoposte a controlli di congruità da parte degli uffici competenti. I compensi, viene sottolineato, non sono mai stati negati in presenza di verifiche con esito positivo.

Sul fronte del monte ore storico, pari a 503mila ore, l’Azienda evidenzia come queste siano state accumulate nelle annualità precedenti al 1° gennaio 2024. Nel corso del 2025, il monte ore è stato ridotto di 65mila ore, consentendo al personale di recuperare le ore arretrate.

Infine, l’Azienda sottolinea l’impegno costante nella revisione dei processi organizzativi, in particolare nei settori del Pronto soccorso, delle sale operatorie e delle attività ambulatoriali. L’obiettivo è ottimizzare l’impiego delle risorse, anche attraverso l’inserimento di figure professionali più facilmente reperibili sul mercato, come operatori socio-sanitari e personale amministrativo, così da alleggerire gli infermieri dalle incombenze tecnico-amministrative e permettere loro di concentrarsi maggiormente sull’assistenza ai pazienti.

Redazione

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