Un intervento raro e altamente complesso è stato eseguito all’ospedale Maggiore della Carità di Novara, dove l’equipe di Chirurgia generale a direzione universitaria ha operato un paziente affetto contemporaneamente da un tumore dell’esofago distale e da un tumore del colon destro, risolvendo una condizione clinica di eccezionale difficoltà.
Il paziente, un uomo di circa 75 anni, aveva già affrontato in passato un carcinoma gastrico con gastrectomia totale e trattamenti chemio‑radioterapici. La nuova diagnosi ha posto i chirurghi davanti a un problema quasi insormontabile: l’esofago non poteva essere ricostruito con lo stomaco, perché assente, né con il colon destro, sede del secondo tumore.
Dopo un approfondito studio anatomico e vascolare, l’equipe guidata dal professor Sergio Gentilli, con il dottor Paolo Bellora, la dottoressa Giordana D’Aloisio e gli specializzandi della Scuola di Chirurgia generale dell’Università del Piemonte Orientale, ha progettato una soluzione alternativa. Il piano operatorio ha previsto la rimozione simultanea dei due tumori e l’utilizzo del tratto di colon sano residuo per ricostruire l’esofago, un intervento reso ancora più complesso dagli esiti della precedente radioterapia.
Nonostante le difficoltà tecniche, i chirurghi sono riusciti a ristabilire la continuità del canale alimentare tramite un doppio collegamento tra esofago, colon superstite e anse digiunali. Il decorso post‑operatorio è stato favorevole e il paziente ha ripreso ad alimentarsi autonomamente.
L’intervento rappresenta un traguardo significativo per la sanità novarese e per la collaborazione tra l’ospedale Maggiore e l’Università del Piemonte Orientale. Come sottolineato dal direttore generale Stefano Scarpetta, questo successo dimostra l’importanza della sinergia tra competenze cliniche e attività accademica, un elemento decisivo nella gestione dei casi più complessi e nella qualità dell’assistenza offerta ai pazienti.














