Un territorio spaccato tra città e provincia, con un dato che emerge con chiarezza: nel Novarese il Sì prevale in maniera diffusa, ma il capoluogo sceglie una direzione opposta.
A Novara, infatti, è il No a imporsi con il 51,95% dei voti, in linea con il risultato nazionale. Un dato che si distingue nettamente da quanto accade nel resto della provincia, dove il Sì risulta largamente maggioritario in quasi tutti i comuni.
Nei centri più importanti il trend è chiaro. A Borgomanero il Sì supera il 54%, mentre a Trecate si attesta sopra il 53%. Anche ad Arona e Galliate il consenso per il Sì resta sopra la soglia del 50%, confermando una tendenza diffusa nei principali poli urbani al di fuori del capoluogo.
Ma è soprattutto nei centri più piccoli che il Sì registra risultati particolarmente significativi. In alcuni casi si raggiungono percentuali molto alte, come a Mandello Vitta dove il Sì sfiora il 74%, oppure a Massino Visconti oltre il 67% e a Sozzago sopra il 65%. Dati che evidenziano una forte adesione alla proposta referendaria in diverse realtà locali.
Non mancano tuttavia alcune eccezioni. Oltre a Novara, anche Mezzomerico si distingue con una vittoria del No, seppur di misura, mentre in altri comuni il confronto resta più equilibrato.
Nel complesso, il quadro che emerge è quello di una provincia che, pur con alcune differenze, si orienta in modo deciso verso il Sì, contrapponendosi al risultato nazionale e confermando ancora una volta la distanza tra il voto del capoluogo e quello del resto del territorio.












