È ancora un gennaio nero per le RSA del Piemonte, tra aumenti di tariffe per i pazienti e il mancato arrivo (almeno ad oggi) alla strutture dei 18 milioni di euro tramite il Fondo sociale europeo della Regione, promesso dall'assessore al Welfare Maurizio Marrone.
Marrone: "In febbraio l'avviso"
E proprio oggi il meloniano, rispondendo ad un question time della capogruppo regionale del PD Gianna Pentenero, non ha fornito una data certa sull'erogazione di questo stanziamento. "Trattandosi di una misura innovativa, - ha spiegato Marrone nella risposta - è stato necessario un confronto con le autorità europee sui singoli passaggi. "Nelle prossime settimane - ha aggiunto - è prevista l'uscita di un avviso pubblico per raccogliere le adesioni da parte dei presidi a favore dei propri ospiti".
Le tariffe, aumentate del 10% dal 1° gennaio, viaggiavano già su costi mensili medi da 3.500 euro. Marrone, con il collega alla sanità Federico Riboldi, ha chiarito come sui posti occupati in regime privato non fosse previsto il blocco tariffario. Caso diverso per quelli in regime di convenzione: le strutture che hanno applicato rincari a questi ultimi sono a rischio "sospensione di accreditamento e/o di inserimento".
Domani presidi davanti alle RSA
Parole a cui ha replicato Pentenero, spiegando come domani sia previsti sei mobilitazioni davanti alle Rsa di Torino e prima cintura. Il 23 gennaio prenderà il via la campagna 'Paga la quota giusta' del Movimento Consumatori, rivolta a chi ha un malato non autosufficiente ricoverato in struttura.
"In 10mila casi in tutto il Piemonte l'Azienda sanitaria territoriale non riconosce nemmeno il 50% della retta, la cosiddetta quota sanitaria. In altre situazioni, la quota assistenziale/alberghiera, pari al restante 50%, è addebitata ai malati, anche se le prestazioni assistenziali che ricevono sono inscindibili da quelle sanitarie e la retta andrebbe pagata interamente dal Servizio sanitario. Tutto questo è inaccettabile” chiosa la consigliera del Pd.














