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Enogastronomia | 16 giugno 2024, 12:00

Tra emozioni e genio creativo, lo chef stellato Marco Sacco celebra i cinquant'anni del Piccolo Lago FOTO

Un menu nato durante una passeggiata attorno al lago di Mergozzo dove ogni piatto diventa arte e i prodotti degli artigiani locali vengono esaltati dalla visione del maestro

Tra emozioni e genio creativo, lo chef stellato Marco Sacco celebra i cinquant'anni del Piccolo Lago FOTO

Un viaggio a 360° attraverso i sapori, i colori, le emozioni di un territorio. Un menu di otto portate che conduce, chi lo assapora, in un percorso tra le bellezze dei luoghi, la maestria degli artigiani del gusto, i profumi di una terra dove dominano tutti gli elementi ma dove l'acqua, quella dolce, è la protagonista assoluta.

Marco Sacco, lo chef due stelle Michelin, per i 50 anni di attività del Piccolo Lago, il suo ristorante poggiato sulle acque del lago di Mergozzo, esprime tutta la sua creatività e l'amore per la sua terra con il menu "Lungolago". Un viaggio sensoriale ed emozionale dove ogni piatto diventa arte, dove i prodotti degli artigiani del gusto locali vengono esalatati con accostamenti studiati, ricercati, sorprendenti.

Un menu che racconta il territorio, che regala piacere, stupore e che sorprende. Tutto è nato da una passeggiata intorno al lago: "Qualche mese fa. Messa a punto la riapertura del ristorante, mia moglie Lella ed io ci eravamo presi un paio d’ore per una camminata intorno al lago - racconta Marco Sacco - Ci accompagnava a distanza una barchetta di pescatori, sul prato verde anatre e oche urlatrici di Mergozzo, più avanti nel canneto un nido con le uova. Strada facendo bambù, ranocchie, alberi di fico e di carrube, cespugli di more e lamponi selvatici, erbe spontanee e le chiocciole. Un guizzo nel lago, probabilmente una grossa carpa, che lo abita insieme a trote, lavarelli e persici. In sottofondo il rumore del treno che collega questo luogo incantato con il resto del mondo. Tra profumi e panorami, tra castagni e rocce granitiche dico a mia moglie: adesso vado in cucina e queste emozioni diventeranno un menu".

Così è nato "Lungolago", e lo chef invita a gustarlo con questo spirito. "Desidero regalare a chi intraprende il viaggio il desiderio di conoscere o riscoprire i luoghi, di andare a ritrovare gli elementi gustati a tavola".

Nel menu è rappresentato non solo il cibo, ma anche i materiali: "Tutto ciò che abbiamo visto nella nostra passeggiata - prosegue il maestro - è stato trasformato nei piatti". Come i "sassi" di aceto balsamico.

Lungolago è una sorta di storytelling attraverso la cucina: degustando i piatti si percepisce la storia dei luoghi, si viene immersi in un racconto ricco di emozioni. E per comporlo Marco Sacco è andato alla ricerca delle eccellenze, delle particolarità, fondando il locale con sapori e stimoli provenienti da tutto il mondo. Come il "Riso in risaia", riso carnaroli delle vicine risaie del novarese che diventa un quadro moderno incontrando il saké, il miso e l'alga spirulina. O come il prezioso té di Premosello, paese natale di Sacco, dove si trova una delle prime coltivazioni di té in Europa, proposto con buratello e rosa.

E il viaggio prosegue tra il pesce di lago, prodotto principe della cucina di Marco Sacco, le lumache di terra e di acqua, le rane e il capretto vigezzino. Ogni accostamento stupisce, meraviglia, smonta i preconcetti culinari che ognuno di noi ha radicati, regala il desiderio di osare e farsi condurre nel genio creativo del maestro. 

Il dolce per il 50° del Piccolo Lago poi, nella sua semplicità geniale, è l'apoteosi di questo viaggio: un biscotto "Fugascina", dolce tipico del lago di Mergozzo, con cui "raccogliere" il mirtillo che compone la scritta per l'anniversario del ristorante e seguito poi da un tripudio di altri dolci che chiudono il menu portando all'estasi totale i commensali.

 

 

Cinquant'anni di storia: Piccolo Lago nasce da papà Gustavo e mamma Bruna nel 1974. Da ragazzino Marco Sacco ha fatto tante esperienze: "Ricordo il periodo in Africa, spedito lì da mio padre perché cogliessi il senso della vita - racconta - e poi il progetto del surf sul mio piccolo lago di Mergozzo, dove non si era mai vista una tavola da surf. Di giorno andavo in tavola, a sera entravo al ristorante per aiutare papà. Ho cercato la mia strada fino a quando ho trovato la mia compagna di vita, di famiglia, di sogni e lavoro, assieme a lei sono diventato Chef. Con lei (l'inseparabile Lella Marchetti, ndr), abbiamo dato la caccia alle Stelle con determinazione e siamo riusciti a portarle a casa".

Oggi Piccolo Lago è una squadra di 130 collaboratori, un mondo vario e declinato in diversi indirizzi: il Ristorante “Piano35”, una stella Michelin nel cuore di Torino, all’ultimo piano del grattacielo progettato da Renzo Piano per Intesa Sanpaolo; “Il Verbano”, ristorante con hotel di charme, situato sulla punta dell’Isola dei Pescatori che guarda l’Isola Bella; e infine il Gente di Lago e di Fiume, il festival d’acqua dolce che si svolge ogni anno ad ottobre.

Un mondo variegato, pulsante, come lo è l'anima creativa di Marco Sacco. Un uomo che non smette di cercare nuovi stimoli, nuove esperienze, anche professionali, per alimentare il suo genio in cucina ma non solo, e in cui l'amore per il territorio e per il suo lavoro traspare in ogni singola sua parola, in ogni singolo suo piatto.

Miria Sanzone

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