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Politica | 30 marzo 2024, 08:10

La Regione rilancia e sostiene il settore del "wedding"

L'idea è valorizzare il territorio piemontese anche come destinazione turistica di eccellenza, con panorami e servizi di accoglienza di alto livello

La Regione rilancia e sostiene il settore del "wedding"

Aiutare la ripartenza di tutte le attività e dell’indotto che ruota attorno al comparto del “wedding”, valorizzando il territorio piemontese anche come destinazione turistica di eccellenza, con panorami e servizi di accoglienza di alto livello.

È questo il contenuto della proposta di legge presentata da Sarah Disabato (M5s), approvata il 27 marzo in Consiglio e diventata legge regionale.

“La filiera del matrimonio, delle unioni civili e delle cerimonie in genere è un sistema complesso che mette insieme produttori di eccellenza del made in Italy e aziende commerciali, della ristorazione e di servizio. In totale, esclusa la ristorazione, si tratta di circa 2000 aziende che danno lavoro a 15 mila addetti e muovono un giro d’affari complessivo di alcuni milioni di euro in Piemonte” ha spiegato Disabato nella presentazione del testo.

Tra gli emendamenti discussi ed approvati, c’è quello di Francesca Frediani (Up) per vietare l’utilizzo di colombe vive nelle cerimonie.

Nel 2018, l’anno prima della pandemia, in Piemonte si sono celebrati quasi tredicimila matrimoni.

La legge vuole valorizzare e promuovere il Piemonte in questo settore in grande crescita, viste le location disponibili, le dimore storiche e la presenza di grandi professionisti, artigiani e commercianti, in grado di soddisfare ogni esigenza e coprire tutta la complessa e articolata filiera. Sarà previsto anche l’apposito marchio denominato “Piemonte da Amare”.

Comunicato Stampa

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