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Sanità | 16 marzo 2024, 18:29

Disturbi alimentari, in Piemonte è boom tra i più giovani dopo il Covid

Casi cresciuti del 112% dopo la pandemia: nove su dieci sono ragazze

Disturbi alimentari, in Piemonte è boom tra i più giovani dopo il Covid

Ieri, 15 marzo, Giornata Nazionale del Fiocchetto Lilla, il focus puntato sui disturbi alimentari conferma che sono sempre più un'emergenza, soprattutto tra i più giovani. Ma anche che si può guarire.

Numeri da brividi 

I numeri, d'altra parte, sono da brividi. In Piemonte i pazienti in età evolutiva in carico a livello ambulatoriale / territoriale sono aumentati dopo il Covid del 112%. L’ospedale Infantile Regina Margherita, Centro di riferimento regionale per psicopatologia acuta e complessa per l’età evolutiva, ha registrato un aumento del 100% degli accessi in urgenza dal Pronto Soccorso per anoressia dal 2018 al 2021, un trend che non accenna a diminuire. Il 30% di questi pazienti viene ricoverato nel reparto di Neuropsichiatria Infantile e/o nei reparti di Pediatria.

Elemento saliente è la complessità che ne prolunga la durata (sovente oltre 60 giorni). Il Day Hospital Psichiatrico terapeutico ha visto un netto aumento dei passaggi per disturbi mentali, tra il 2021 e il 2023, da 3900 a 5300; in particolare passaggi per disturbi del comportamento alimentare sono aumentati da 503 a 2400. 

Il 90% dei casi riguarda ragazze giovani

A livello nazionale, emerge che il 90% dei casi è legato a ragazze, il 59% dei casi ha tra i 13 e 25 anni di età, il 6% ha meno di 12 anni. Prevale l’anoressia nel 42% dei casi, seguono bulimia (18%) e “binge eating” (15%). E spesso non sono malattie che si presentano da sole: oltre il 70% dei casi presenta comorbidità con sintomi psichiatrici, quali ansia, autolesionismo e disturbi dell’umore.

Redazione Asti

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