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Attualità | 10 febbraio 2023, 18:30

Siccità, lieve incremento del lago Maggiore: ma la 'magra' invernale non non regala ottimismo

Secondo l'analisi dell'Osservatorio delle Autorità del Fiume Po, il deficit idrico è ormai conclamato in Piemonte. Preoccupa la scarsità di neve sulle Alpi e l'incremento generalizzato delle temperature

Siccità, lieve incremento del lago Maggiore: ma la 'magra' invernale non non regala ottimismo

Lieve incremento del lago Maggiore: ma la 'magra' invernale non regala ottimismo. L’Osservatorio Permanente sugli utilizzi idrici dell’Autorità di Bacino del Fiume Po si è riunito il 9 febbraio, per la prima volta nel 2023, dopo le 18 sedute organizzate in stato di continua emergenza idrica dello scorso anno.

Ciò che è emerso dalle singole relazioni evidenzia una situazione di conclamato deficit idrico in gran parte delle regioni del Nord, Piemonte e Lombardia in testa. 

E se una delle principali criticità dello scorso anno fu proprio il perdurante e scarso riempimento dei grandi laghi alpini, anche quest’anno le avvisaglie monitorate dagli enti regolatori rappresentano già una soglia di risorsa invasata ad oggi estremamente scarsa per rappresentare una “scorta” in grado di rispondere, se non pioverà ancora abbondantemente, alle esigenze dei prossimi mesi in cui prenderà il via la stagione dell’irrigazione. 

Il livello di invaso dei Grandi Laghi è generalmente stazionario, solo il Lago Maggiore registra un lieve e costante incremento. Rispetto al massimo valore d’invaso, le percentuali di riempimento sono: 46,3% per il Lago Maggiore, 19,6% per il Lago di Como, 17,7% complessivamente per il Lago d’Iseo e il Lago d’Idro, 24,7% per il Lago di Garda. 

Anche sul fronte delle temperature si registra un incremento generalizzato di 1°-1,5°C nel mese di gennaio, mentre la neve, che a differenza dello scorso anno è caduta (inferiori alle medie, superiori alle minime) è comunque risultata scarsa sui rilievi Alpini e quindi non sufficiente per alimentare con continuità anche i bacini artificiali deputati alla produzione di energia idroelettrica.  L’Osservatorio tornerà a riunirsi il prossimo 9 marzo. 


Redazione

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