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Attualità | 30 gennaio 2023, 16:44

«Sono la mamma di un bimbo autistico e voglio ringraziare Francesca Debernardi e le persone che aiutano i nostri figli»

Ilaria Romaniello: «La sua dedizione io penso sia giusta raccontarla. Angsa e Associazione per l'autismo Enrico Micheli aiutano i nostri figli a diventare autonomi e a sviluppare eventuali potenzialità. Ma c'è bisogno dell'aiuto di tutti e poi non si parla mai abbastanza del problema-autismo» Francesca Debernardi e Ilaria Romaniello con il piccolo Edoardo

«Sono la mamma di un bimbo autistico e voglio ringraziare Francesca Debernardi e le persone che aiutano i nostri figli»

«Da un figlio autistico si impara sai? Un figlio autistico sa darti qualcosa che è difficile da spiegare ma che si sente. Per un genitore è importante che ci siano un progetto e delle persone che li aiutino, piano piano, a diventare autonomi e, anche, a sviluppare eventuali potenzialità. Ed è un argomento, intendo quello dell'autismo in generale, di cui vorrei parlare, perché è un fenomeno in aumento e poi perché la sensibilizzazione sull'autismo non è mai abbastanza. Diciamo che lo capisci solo quando lo vivi» dice Ilaria Romaniello, giovane madre di Edoardo, 6 anni, che appunto è autistico.

«Scrivilo pure, sono fiera di mio figlio, ma vorrei parlare delle persone che gravitano attorno al problema autismo, e di una in particolare» dice ancora Ilaria.

«Non sarò mai grata abbastanza per quello fa (e penso di interpretare il pensiero delle altre famiglie) Francesca Debernardi, vice presidente dell'Angsa Novara-Vercelli e presidente dell'Associazione per l'autismo Enrico Micheli Onlus».

Le due associazioni (la prima fondata da genitori, la seconda da genitori e professionisti, operano nel territorio Vercelli-Novara da anni e anni, prendendosi cura di circa duecento soggetti (ma il numero è in costante aumento) e delle loro famiglie.

Ilaria, dimmi perché vuoi sottolineare il lavoro di Francesca Debernardi.

«Il primo motivo è semplice: perché grazie a lei e ad altre persone mio figlio è curato nel miglior modo possibile. Anche il secondo motivo è semplice da spiegare: Francesca Debernardi è una persona rara perché fa il bene di tutti».

Spiegami con qualche esempio.

«Se hai un problema la trovi sempre al telefono. Fa in modo che l'aspetto terapeutico sia il migliore. Ma va oltre. Se ci sono problemi, per esempio con l'Inps, per i contributi alle famiglie, la sua risposta, in caso di ritardi, è sempre la stessa: Non preoccupatevi, ci penso io. Tempo addietro ha accompagnato le famiglie in Comune e... potrei andare avanti».

C'è insomma un piccolo grande mondo attorno ai soggetti autistici e alle loro famiglie, giusto?

«Sì, oltre Francesca, sono tante le persone che vorrei ringraziare. Persone che, ripeto, lavorano affinché chi soffre di autismo divenga il più autonomo possibile. Mi riferisco alle terapiste Serena Suman e Angela Karamani, alla terapista che segue noi genitori, Daniela DeAgostini, alla neuropsichiatra (nonché direttrice sanitaria dell'Associazione Enrico Micheli) Chiara Pezzana. E, infine, un ringraziamento personale all'insegnante di sostegno di Edoardo, Giorgia Fontana. È giusto che si sappia della professionalità e dell'impegno di queste persone, un impegno e una dedizione che per noi, madri e padri con figli autistici, sono qualcosa di estremamente prezioso».

Non è tutto.

«Ho parlato prima di sensibilizzazione al problema autismo – conclude Ilaria Romaniello – e ora vorrei fare un appello. C'è un modo concreto per dare una mano a noi e ai nostri figli: versando un contributo oppure donando il 5 mille all'Angsa Novara- Vercelli oppure all'Associazione per l'autismo Enrico Micheli».

 

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